Cosa vedere a Page in Arizona, panorama del deserto e canyon

Cosa vedere a Page in Arizona: Guida completa

Siamo stati a Page durante il nostro viaggio on the road tra California, Arizona, Utah e Nevada, e fin da subito abbiamo capito che è una di quelle tappe che non possono mancare in un itinerario nel South West americano.
Qui si concentra una quantità incredibile di luoghi da vedere: Antelope Canyon, Horseshoe Bend, il Lake Powell, il Glen Canyon… ma anche destinazioni più selvagge e remote come The Wave, White Pocket e tutta l’area dei Vermilion Cliffs.

In questa guida ti raccontiamo cosa vedere a Page e dintorni e soprattutto come ci siamo organizzati noi, con i tempi delle visite, cosa prenotare in anticipo, dove conviene dormire e quanto tempo dedicare a ogni zona.
Una guida pratica e personale, utile se stai programmando un viaggio on the road nel cuore dell’Arizona.

Mappa di Page e dintorni

Page sembra un puntino perso nel deserto, ma attorno ci sono canyon, dighe, punti panoramici, laghi, archi di roccia e sterrati che portano in zone incredibilmente scenografiche.
La mappa ti aiuterà a capire:

  • dove si trovano le principali attrazioni
  • le distanze reali
  • quali zone puoi combinare nello stesso giorno
  • quali richiedono più tempo (es. White Pocket, The Wave)

Clicca sulla mappa qua sotto per vedere tutte le cose da vedere a Page.

Cosa vedere a Page: tutte le attrazioni imperdibili

1. Antelope Canyon

Antelope Canyon è una delle attrazioni più celebri del South West americano: le pareti ondulate, i colori che cambiano con la luce e l’atmosfera da cattedrale di roccia sono qualcosa che ti rimane dentro.
Prima di parlare della nostra esperienza, è importante sapere che esistono tre canyon diversi, e che l’esperienza cambia molto a seconda di quale scegli.

Upper Antelope Canyon

È il più famoso, quello delle foto iconiche con i fasci di luce.
Percorso semplice e pianeggiante, adatto a tutti.
Pro: la luce è incredibile.
Contro: è il più affollato, soprattutto nelle fasce orarie centrali.

Lower Antelope Canyon

Più stretto e più dinamico: scale, passaggi angusti, punti dove devi “scendere” tra le rocce.
Noi abbiamo scelto il Lower perché avevamo letto che fosse meno affollato e più “attivo”.

La realtà?
👉 Abbiamo trovato parecchia gente, molto più di quanto ci aspettassimo.
Ci si muove in fila, a tratti si aspetta per fare foto e in diversi punti la guida deve “scandire” il ritmo dei gruppi per far scorrere tutti.

Antelope Canyon X

Un’alternativa meno conosciuta, sempre nella stessa area ma con gruppi più piccoli e un ritmo più lento.
È molto scenografico, costa meno rispetto agli altri due e spesso è la scelta ideale quando le disponibilità di Upper e Lower sono finite.

Visita guidata al Lower Antelope Canyon con pareti di roccia rossa
Interno del Lower Antelope Canyon vicino a Page in Arizona

Prenotazioni: come funziona davvero

Antelope Canyon si trova su territorio Navajo e si può visitare solo con tour guidato.
Le disponibilità si esauriscono in fretta, soprattutto in alta stagione.

❗ Prenota con MOLTO anticipo

Quando abbiamo iniziato a cercare a febbraio per il mese di agosto, molti orari erano già esauriti, soprattutto quelli migliori per la luce.

Dove prenotare
  • I siti ufficiali delle Navajo Tour Companies (Northern, Dixie, Ken’s ecc.)
  • GetYourGuide, che ha spesso più disponibilità dei siti ufficiali e permette di trovare orari anche quando altrove risulta tutto pieno.
Powered by GetYourGuide

2. Horseshoe Bend

Horseshoe Bend è uno dei luoghi più iconici del South West: l’enorme ansa del Colorado River che forma una curva perfetta tra pareti di roccia rosso fuoco.
È una di quelle immagini che hai in testa da mesi mentre prepari il viaggio… ma vederla dal vivo fa comunque impressione.

Dal parcheggio (a pagamento 10$) parte un sentiero largo, ben tenuto e davvero facile: 10–15 minuti di camminata, leggermente ondulata ma senza nessuna difficoltà tecnica.

Per darti un’idea reale: Matilde, che aveva quasi 3 anni, l’ha fatta tutta da sola, senza nessun problema.
È quindi un percorso perfetto anche per famiglie con bambini piccoli.

Attenzione solo al caldo nelle ore centrali, perché non c’è ombra.

Quando andare (in base alla luce)

  • Per la miglior fotomattino presto
  • Per l’atmosfera più scenograficatramonto
  • Per meno gentemattino presto
  • Per zero ombra sull’ansamattino
Horseshoe Bend vista dall’alto vicino a Page in Arizona

3. Lake Powell (Glen Canyon National Recreation Area)

Lake Powell è uno dei luoghi più particolari di Page: acqua turchese in mezzo al deserto e panorami enormi che cambiano a ogni viewpoint. Tutta la zona si trova dentro la Glen Canyon National Recreation Area, quindi si entra con il classico biglietto dei parchi (America the Beautiful è accettata).

Noi abbiamo dedicato qualche ora alla zona, visitando i punti più semplici e panoramici. Prima una sosta ai Navajo Viewpoints, poi il Wahweap Viewpoint, che offre una delle viste più belle sul lago. Infine siamo scesi a Lone Rock Beach, dove ci siamo rilassati un po’ e abbiamo anche fatto il bagno: con il caldo è stato davvero perfetto.

Se hai più tempo puoi valutare kayak o tour in barca, ma anche solo girare i viewpoint è un’ottima esperienza. Le strade sono asfaltate, facili e adatte a qualsiasi auto.

Wahweap Viewpoint, vista sul Lake Powell a Page
Lone Rock Beach sul Lake Powell vicino a Page

4. Glen Canyon Dam Overlook

Il Glen Canyon Dam Overlook è un punto panoramico facilissimo da raggiungere, con una vista spettacolare sulla diga e sul canyon. Il sentiero è breve e semplice, perfetto anche con bambini.
Noi ci siamo fermati qui al volo mentre ci spostavamo tra un’attrazione e l’altra ed è stata una sosta sorprendente: in pochi minuti hai davanti un panorama enorme e molto diverso dal resto di Page.
Consigliato come stop veloce, soprattutto se hai il pass dei parchi (qui è incluso).

Panorama sulla diga del Glen Canyon e sul Colorado River

5. Big Lake Sand Cave

La Big Lake Sand Cave è una piccola sorpresa di Page: una grotta di sabbia nascosta dietro una pompa di benzina Shell lungo la strada principale. Da fuori sembra niente di che, ma appena entri nella cavità capisci subito perché è così fotografata.

Si raggiunge con una camminata di 2–3 minuti: lasci l’auto vicino alla stazione di servizio, prendi il sentierino dietro il parcheggio e in un attimo sei dentro la grande apertura di roccia.
Se ti serve, il punto preciso è questo: [Google Maps Big Lake Sand Cave]

Il trucchetto per la foto perfetta

Per ottenere la classica foto “tonda”, fai così: appoggia il telefono per terra, inclinato contro la roccia interna della cavità, attiva il grandangolo e puntalo verso l’esterno, in verticale. Poi posizionati sulla collinetta di sabbia e usa l’autoscatto.
La roccia farà da cornice naturale e il cielo resterà perfettamente al centro.
Noi abbiamo scattato nel pomeriggio e la luce era ideale: morbida e uniforme.

Foto tonda alla Big Lake Sand Cave scattata con grandangolo

6. The New Wave

The New Wave è una delle sorprese di Page: una zona di rocce ondulate e superfici modellate dal vento che può lontanamente ricordare la celebre The Wave, anche se parliamo di qualcosa di molto più piccolo e meno scenografico.
Proprio per questo, però, è perfetta se vuoi vedere formazioni simili senza permessi, lotterie o affollamento.

Si raggiunge facilmente: si lascia l’auto nel piccolo parcheggio vicino alla diga e in pochi minuti sei tra collinette di arenaria liscia e creste ondulate davvero particolari.
Se ti serve, il punto preciso è questo: [Google Maps The New Wave]

Il sentiero è breve, libero e perfetto anche con bambini.
Non è un’attrazione imperdibile, ma se hai un’ora libera nel tuo itinerario è una sosta piacevole e molto semplice da inserire.

The New Wave, formazioni rocciose nel deserto dell’Arizona

7. Waterholes Canyon

Waterholes Canyon è un’alternativa molto valida ad Antelope Canyon, meno turistica e con gruppi più piccoli. Anche qui si entra tramite tour guidato su suolo Navajo, ma in genere è più facile trovare disponibilità.
Il canyon è stretto, colorato e con pareti modellate in modo simile a quelle dei suoi “fratelli famosi”, ma con un’atmosfera molto più tranquilla.

Il percorso è un po’ più “avventuroso” rispetto ad Antelope, ma resta alla portata della maggior parte delle persone.
Se durante le tue date non trovi posto a Upper o Lower Antelope, questa è l’alternativa migliore.

Dintorni di Page: cosa vedere

1. The Wave

The Wave è uno di quei luoghi che da soli valgono l’intera vacanza: una formazione di arenaria perfetta, ondulata, morbida, con colori che cambiano a ogni passo.
È surreale, fragile, unica.
Ma per ammirarla da vicino serve una cosa fondamentale: vincere la lotteria dei permessi.

L’anno scorso l’abbiamo vinta, ma purtroppo non siamo potuti partire a causa di un incidente; quest’anno non siamo stati estratti, nonostante avessimo tentato di nuovo.

Quindi sì: è difficile, ma non è impossibile.
Ci sono tantissimi viaggiatori che ce la fanno è questione di fortuna.

Come funziona la lotteria

Per ottenere il permesso per The Wave ci sono due modalità principali:

  • Lotteria online (4 mesi prima)
    Si fa domanda su Recreation.gov circa 4 mesi prima della data in cui vuoi andare. A fine mese viene fatta l’estrazione tra tutte le richieste ricevute.
    Qui puoi trovare la pagina ufficiale della lotteria

  • Lotteria “last minute” a Kanab (via app)
    Se sei già in zona, puoi partecipare alla lotteria a breve termine scaricando la app Recreation.gov e iscrivendoti alla lotteria per The Wave 1–2 giorni prima della data desiderata.

I posti sono pochissimi (64 persone al giorno in totale), quindi le probabilità non sono alte… ma secondo noi vale comunque la pena provarci.

Non disperare: c’è un’alternativa altrettanto spettacolare, accessibile a tutti (con un buon 4×4 o un tour).
Nel paragrafo qui sotto ti raccontiamo perché White Pocket potrebbe sorprenderti ancora di più.

The Wave in Arizona, onde di roccia nel deserto

2. White Pocket

White Pocket non è semplicemente un’alternativa alla The Wave: è un’esperienza a sé, quasi aliena, uno di quei luoghi che sembrano appartenere a un altro pianeta.
Onde di roccia bianca, cupole colorate, superfici lisce come marmo e paesaggi che cambiano a ogni passo: davvero uno dei posti più assurdi e fuori dal mondo di tutto il South West.

Si trova anche lei all’interno dei Vermilion Cliffs, in un’area remota e completamente isolata.

Raggiungere White Pocket richiede un vero 4×4 e confidenza con la guida sulla sabbia profonda, perché gran parte del percorso è su sterrati sabbiosi, lunghi e impegnativi.

Noi ci siamo andati in autonomia, noleggiando un 4×4 a Page, ed è stata un’esperienza incredibile già solo per il tragitto.
Se non hai il mezzo adatto, o non te la senti, puoi partecipare a uno dei tour guidati che partono sia da Page che da Kanab.

In molti dicono che, una volta arrivati, White Pocket fa dimenticare persino The Wave… e non è difficile capire perché.

Vuoi saperne di più?

Abbiamo dedicato un articolo intero a White Pocket — come arrivare, consigli pratici, pericoli della sabbia, cosa vedere e quando andare.

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White Pocket Arizona, rocce bianche e paesaggio surreale

Clima a Page: Periodo migliore per andarci

Page si trova in pieno deserto, e questo significa una cosa molto semplice: estati bollenti, primavera e autunno perfetti, inverni freschi ma gestibili.

In generale, i periodi migliori per visitare Page e vedere le sue principali attrazioni sono la primavera e l’inizio dell’autunno: le temperature sono più piacevoli, il sole è ancora forte ma non insopportabile e le escursioni come Horseshoe Bend, Antelope Canyon e i vari viewpoint risultano molto più godibili.

E se hai le ferie ad agosto? Nessun problema: l’abbiamo visitata anche noi in estate, con una bambina di quasi 3 anni.
Anzi, per certi versi ci sono dei vantaggi: le giornate sono lunghissime, hai più tempo a disposizione per vedere tutto quello che c’è da vedere a Page e la sera puoi concludere la giornata in piscina.

Quanti giorni fare a Page

Noi abbiamo dedicato due giornate piene a Page, e col senno di poi rifaremmo esattamente la stessa scelta.

Il primo giorno lo abbiamo dedicato alle cose da vedere a Page più vicine: al mattino Horseshoe Bend, il Glen Canyon Dam Overlook e la zona del Glen Canyon con i vari viewpoint.
Nel pomeriggio abbiamo visitato Antelope Canyon e, a fine giornata, la Big Lake Sand Cave.

Il secondo giorno lo abbiamo riservato interamente a White Pocket.

Per questo ti diremmo che, per vedere bene tutte le principali cose da vedere a Page, il minimo ideale sono 2 giorni pieni:
uno per le attrazioni più vicine (Horseshoe, Antelope, Lake Powell, Big Lake Sand Cave, The New Wave…) e uno per un’escursione più lunga come White Pocket.

Se poi hai la fortuna di vincere la lotteria per The Wave – e questo lo saprai già qualche mese prima di partire – ha senso aggiungere un giorno in più per godertela con calma.

A Page abbiamo conosciuto diverse persone che si fermavano solo una giornata e, sinceramente, a noi è sembrato un po’ troppo poco: rischi di correre da un posto all’altro senza davvero goderti niente.

Dove dormire a Page

Noi abbiamo dormito a Page per due notti, al Rodeway Inn, e ci siamo trovati benissimo. È un’ottima soluzione economica, con camere spaziose e una bella piscina dove rilassarsi dopo le escursioni.

Su Booking trovi davvero di tutto: dalle sistemazioni più basic per chi è sempre in giro tutto il giorno, fino ai lodge panoramici immersi nel deserto, perfetti se vuoi goderti al massimo l’atmosfera del South West.

Qui sotto trovi la nostra selezione di hotel a Page, con opzioni per tutte le tasche.

La nostra selezione di Hotel per Page

Rodeway Inn
 
 

€€

Sleep Inn & Suites Page
 
 

€€€

Hampton Inn & Suites

 

Conclusione

Page per noi è stata una delle sorprese più belle del nostro on the road tra California, Arizona, Utah e Nevada.
Sulla mappa sembra solo un puntino nel deserto, ma una volta lì ti rendi conto di quante cose incredibili si concentrano in questa zona: canyon strettissimi, dighe gigantesche, laghi turchesi, rocce dalle forme impossibili e sterrati che portano letteralmente in “un altro pianeta”.

Che tu riesca a vedere solo le “classiche” Antelope Canyon e Horseshoe Bend o che ti spinga fino a White Pocket e the wave, Page merita decisamente di avere il suo spazio nel tuo itinerario.

Speriamo che questa guida ti sia utile per organizzare le tue giornate qui, scegliere cosa vedere e capire quanto tempo dedicare a questa zona.
Se hai dubbi, curiosità o vuoi raccontarci la tua esperienza, ti aspettiamo nei commenti!

Altre letture per un viaggio on the road negli Usa

Copertina Cosa fare a Zanzibar

Cosa fare a Zanzibar: 10 esperienze da non perdere

C’è un’isola nell’Oceano Indiano dove il sole bacia la terra rossa, il profumo dei chiodi di garofano si mescola alla brezza salata e le onde disegnano spiagge che sembrano setacciate. Zanzibar non è solo una destinazione, è un’esperienza che vi entra sotto la pelle e vi costringe a rivedere tutti i vostri standard di bellezza. Ma cosa fare a Zanzibar? Ve lo spieghiamo in questa guida!

Se pensate che Zanzibar sia solo relax, preparatevi a ricredervi. Quest’isola è un mix esplosivo di avventura, cultura e puro stupore, e in questo articolo vi sveliamo 10 esperienze da non perdere per vivere ogni sua sfumatura. Allacciate le cinture (metaforiche, qui si viaggia a ritmo di pole pole), perché sta per iniziare un viaggio che non dimenticherete facilmente.

Attività principali sull'isola

Zanzibar non è solo mare e sole: è un’isola che sorprende chiunque voglia scoprirla davvero. Infatti, tra i vicoli di Stone Town, le spiagge bianche e i villaggi autentici, ci sono esperienze uniche che rimarranno nel cuore. In particolare, in questa guida vi raccontiamo le migliori attività da provare tra avventura, natura e relax.

1. Perdersi nella vivace Stone Town

Stone Town è un labirinto di fascino tra vicoli arabeggianti, porte intarsiate e profumi di spezie, ogni passo è una scoperta.

Darajani Souk ti accoglie con banchi di vaniglia, zenzero e chiodi di garofano. Non perderti lo street food: prova la Zanzibar pizza croccante o il dolce mkate wa kumimina.

Poco distante, la casa di Freddie Mercury ricorda le radici dell’icona dei Queen. Scatta una foto alla targa blu e immagina il piccolo Farrokh che gioca in questi vicoli.

Successivamente continua tra Gizenga Street e Mizingani Road, ammirando le famose porte di legno con borchie ottomane. Cerca i cortili nascosti dove i vecchi giocano a bao (gioco africano di strategia).

Al tramonto, raggiungi Forodhani Gardens: qui vedrai i bambini che si tuffano in acqua a ritmo della musica e le risate, mentre le griglie del night market preparano spiedini di pesce e carne alla griglia. Ordina una crepe alla banana e goditi l’atmosfera, con la musica swahili in sottofondo.

Passeggiando per le vie di Stone Town a Zanzibar
Visita di Stone Town, Zanzibar
Tramonto a Stone Town - cosa fare a Zanzibar
Tramonto vicino Forodhani Gardens a Stone Town, Zanzibar

2. Rilassarsi nelle spiagge più belle di Zanzibar

Immagina una distesa di sabbia bianca così fine da sembrare zucchero a velo, bagnata da un mare turchese. Questo è il paradiso delle spiagge di Zanzibar, dove il relax diventa un’arte.

Che sia a Kendwa, Nungwi, Kizimkazi o Jambiani sdraiati sotto una palma, ascoltando il dolce fruscio delle foglie e il ritmo lento delle onde.

Lascia che il sole sciolga ogni tensione, mentre sorseggi un fresco cocco. Le spiagge di Zanzibar non sono solo un luogo, ma uno stato d’animo.

Perfetto per chi cerca sia relax che attività a Zanzibar come camminate sulla spiaggia o yoga al tramonto.

Cosa fare a Zanzibar - fare il bagno a Nungwi
Spiaggia di Nungwi, Zanzibar
Spiaggia Nungwi Zanzibar
Passeggiando a Nungwi, Zanzibar

3. Nuotare con i delfini a Kizimkazi

Una delle esperienze più magiche tra le cose da fare a Zanzibar è nuotare con i delfini selvatici a Kizimkazi, all’alba. Qui questi splendidi animali giocano liberi tra le onde, regalando incontri indimenticabili. Ricorda di rispettarli: non inseguirli e non toccarli, semplicemente nuota piano e lasciati incantare dallo spettacolo naturale.

Nuotare con i delfini a Kizimkazi Zanzibar - Cosa fare a Zanzibar
Tour dei delfini a Kizimkazi, Zanzibar

4. Incontrare le tartarughe giganti

Sapete che a Prison Island (Changuu nome locale) vicino a Zanzibar è possibile entrare in contatto con delle maestose tartarughe giganti che raggiungono oltre 100 anni  e vivono in quest’isola protetta dove puoi osservarle e chiedendo il permesso, dare loro da mangiare. 

Per scoprire la loro storia interessante e come sono arrivate sull’isola è possibile farlo solo con escursione organizzata che parte da Stone Town.

Tra le attività a Zanzibar, questa è perfetta per famiglie e amanti della natura.

Cosa fare a Zanzibar - guardare le tartarughe giganti al Prison Island
Guardando le tartarughe di Prison Island da vicino
Dando da mangiare alle tartarughe giganti a Prison Island- cosa fare a Zanzibar
Dando da mangiare alle tartarughe di Prison Island

5. Osservare l'affascinante fenomeno delle maree

Cosa fare a Zanzibar se non godersi le sue spiagge da sogno? Ma qui non si tratta solo di prendere il sole: le spiagge dell’isola offrono uno spettacolo unico che cambia con le maree!

Quando la marea è bassa, come spiegato nel nostro articolo Zanzibar fai da te, la spiaggia si trasforma. Infatti, in quei momenti puoi osservare:

  • I locali raccolgono alghe, conchiglie e riparano le barche
  • I bambini giocano a calcio sulla sabbia
  • Puoi camminare per chilometri sul fondale scoperto
  • Puoi osservare le stelle marine da vicino (ma ricordati: guarda, non toccare!)

Come vedi, anche le maree hanno il loro fascino e ogni giorno è diverso.

Ragazza che raccoglie le concchiglie sulla spiaggia quando si presenta la bassa marea a Zanzibar
Le donne dei villaggi raccolgono le conchiglie durante la bassa marea
Cosa fare a Zanzibar durante la bassa marea
Passeggiate con la bassa marea a Zanzibar

6. Giocare con i bambini dei villaggi

Tra le esperienze più autentiche tra le cose da fare a Zanzibar c’è lasciarsi coinvolgere dai giochi dei bambini locali. Gianluca trascorreva ore a giocare a calcio con i bambini del villaggio di Jambiani durante la bassa marea.

Un giorno, abbiamo accettato l’invito a visitare la casa di uno di loro. Fu un momento toccante: una dimora semplice, con pareti di pietra, pavimento di fango e pochi oggetti, ma piena di calore umano. La loro ospitalità ci commosse.

Consigli pratici:

  • Non chiudetevi nei resort: esplorate i villaggi, anche solo per un saluto.
  • Regalate sorrisi, non caramelle: meglio un’amicizia genuina che un gesto passeggero.
  • Accettate le loro invenzioni: dai giochi con le conchiglie alle danze improvvisate, lasciatevi contagiare dalla loro fantasia.

Le persone qui sanno trasformare la semplicità in ricchezza. E mentre vi allontanate con la sabbia ancora tra i capelli, vi renderete conto che sono stati loro a regalarvi il souvenir più bello: la gioia pura.

Cosa fare a Zanzibar - giocare con i bimbi del villaggio
Giocando a calcio con i bambini a Jambiani
Cosa fare a Zanzibar - giocare con i bambini
Giocando con un bambino a Kizimkazi

7. Salire su un dala-dala

Se vuoi capire davvero l’anima di Zanzibar, lascia per un giorno i taxi turistici e sali su un dala-dala, i coloratissimi minibus che collegano i villaggi dell’isola.

A prima vista possono sembrare caotici: i passeggeri si spostano per farti spazio, con grande entusiasmo e curiosità. Preparati a essere al centro dell’attenzione e a lasciarti travolgere dai sorrisi e dall’energia swahili.

Non serve capire tutte le parole: basta lasciarsi trasportare dal ritmo e osservare i paesaggi che scorrono — la terra rossa, le palme, i bambini che salutano. Quando scenderai, ti accorgerai che il viaggio, in realtà, è stata la vera destinazione.

Il biglietto costa poco, ma serve pazienza e un sorriso: qui vale la regola del pole pole (piano piano). Fate attenzione ai finti fattorini nei capolinea: si paga solo dopo la partenza. A noi è capitato che uno cercasse di farsi pagare prima, ma quando ci siamo rifiutati ha lasciato perdere.

Cosa fare a Zanzibar - provare i mezzi locali dalla-dala
Dala-Dala a Zanzibar
Cosa fare a Zanzibar - salire su un dala dala
Dentro un dala dala con i sguardi curiosi degli altri passeggeri

8. Scoprire i fondali marini

Sotto la superficie turchese dell’oceano si nasconde un mondo silenzioso e meraviglioso. Tra le tante cose da fare a Zanzibar, esplorare i suoi fondali è sicuramente un’esperienza da non perdere. Ogni immersione o sessione di snorkeling è un incontro ravvicinato con la vita marina più vibrante dell’Africa orientale.

A Mnemba Atoll, le acque sono così trasparenti che puoi vedere le ombre delle tartarughe anche dalla barca. I pesci pappagallo nuotano in gruppi color arcobaleno, i coralli disegnano giardini sommersi e, se sei fortunato, potresti incontrare una manta che danza leggera nel blu.

Non serve essere esperti: basta una maschera, un po’ di rispetto per la natura e la voglia di lasciarsi stupire. Siate responsabili: non toccate i coralli, non inseguite i pesci e limitatevi a osservare la magia che questi fondali hanno da offrire.

Vuoi scoprire la vera magia del mare di Zanzibar? Abbiamo scelto per te la migliore escursione di snorkeling su GetYourGuide: un’esperienza unica tra coralli, pesci colorati e acque cristalline.
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9. Fare Kite-Surf o almeno osservare chi lo pratica

Le spiagge di Paje sono famose per il loro teatro naturale di colori e libertà, dove i kitesurfer danno libero sfogo alla loro passione.

Decine di vele si alzano contro il cielo, disegnando traiettorie perfette. Il mare diventa un palcoscenico dove il vento comanda e i kitesurfer danzano. Anche se non hai mai toccato una tavola, è impossibile non restare ipnotizzati da questo spettacolo.

Tra le tante cose da fare a Zanzibar, assistere (o partecipare!) a una sessione di kitesurf a Paje è sicuramente una delle esperienze più iconiche. Puoi sederti in un chiringuito, ordinare un succo di mango fresco e guardare: sentirai quella leggerezza che cercavi da tempo.

E se vuoi provare in prima persona, puoi prenotare lezioni di kitesurf nelle scuole locali che offrono corsi anche per principianti.

Kitesurf alla spiaggia di Paje - Cosa fare a Zanzibar
Spiaggia di Paje, Zanzibar

10. Cenare sulla spiaggia e osservare le stelle

Quando il giorno cede il passo alla notte, Zanzibar cambia ritmo. I ristoranti spostano i tavoli sulla sabbia, qualcuno accende il fuoco, e l’oceano si trasforma in uno specchio per le stelle.

Tra le esperienze più autentiche e romantiche da vivere, e tra le cose da fare a Zanzibar che non dovresti perdere, c’è una cena sulla spiaggia, con i piedi nudi nella sabbia, il suono delle onde e il profumo del pesce grigliato che si diffonde nell’aria.

Ordina un piatto di calamari alla zanzibarina o un curry di pesce al cocco, sorseggia un succo di tamarindo e lascia che la brezza marina ti accarezzi il viso. Poi spegni il telefono, alza gli occhi e guarda il cielo: in certe notti, sembra che la Via Lattea tocchi davvero l’oceano.

Abbiamo vissuto questa esperienza a Jambiani ed è stato davvero speciale. Qui il tempo sembra rallentare: niente folle, niente inquinamento luminoso, solo il mare, il silenzio e la magia autentica di Zanzibar.

Cena sotto il cielo stellato - cosa fare a Zanzibar
Cena sulla spiaggia, Zanzibar

Cosa fare a Zanzibar se piove

La pioggia a Zanzibar è quasi sempre passeggera, a meno che non sia la stagione delle piogge. Durante il nostro viaggio fai da te sull’isola, l’abbiamo beccata solo una volta, mentre ci spostavamo dal sud verso il nord.

Ma anche sotto la pioggia ci sono tante cose da fare a Zanzibar. Puoi approfittarne per rilassarti, leggere un libro, oppure visitare un centro di spezie e scoprire come si coltivano chiodi di garofano, cannella e noce moscata.

In alternativa, rifugiati in un piccolo caffè di Stone Town, ordina un tè masala bollente e lascia che i sorrisi dei locali, accompagnati dal loro “Hakuna matata”, scaldino la giornata.

Se vuoi continuare a esplorare, questi momenti possono diventare l’occasione perfetta per fotografare le strade lucide e silenziose, dove i portoni intarsiati riflettono le gocce come specchi di legno antico.

Concediti il tempo di scoprire la cultura locale e lasciati arricchire da incontri e momenti che resteranno nel cuore.

Altre attività da fare a Zanzibar

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Ci auguriamo che questa guida Cosa fare a Zanzibar: 10 esperienze da non perdere sia stata utile. Se vuoi approfondire meglio con informazioni specifiche dell’isola, di seguito altri nostri articoli:

freccia Zanzibar fai da te: la guida definitiva per un’esperienza autentica

Questo è tutto sulla nostra esperienza sulle cose da vedere e fare a Zanzibar. Ci siamo persi qualcosa? Hai trovato utile la guida? Fateci sapere nei commenti qui sotto!

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Valley of the Gods, Utah - Cosa vedere

Valley of the Gods, Utah: come la Monument Valley ma senza turisti?

C’è un angolo di deserto nello Utah dove il silenzio è rotto solo dal rumore delle ruote sulla sabbia e dal vento che soffia tra le rocce rosse. La Valley of the Gods è una distesa di monoliti, pinnacoli e torri di arenaria che sembrano scolpiti dal tempo — un paesaggio da film western, ma senza la folla della vicina Monument Valley.

Abbiamo attraversato la Valley of the Gods in una calda giornata d’agosto, durante il nostro itinerario di 25 giorni tra i parchi dell’Ovest americano, e ancora oggi la ricordiamo come una delle esperienze più autentiche del viaggio. Nessuna folla, nessun rumore, solo noi e il deserto.

In questa guida ti racconto dove si trova, come arrivare e cosa aspettarti da questa meraviglia poco conosciuta dello Utah: un luogo dove la natura regna sovrana e la sensazione di libertà è assoluta.

Valley of the Gods, Utah - panorama

Dove si trova la Valley of the Gods

La Valley of the Gods si trova nel sud-est dello Utah, tra i piccoli villaggi di Mexican Hat e Bluff, in un’area remota gestita dal Bureau of Land Management (BLM). È una valle di roccia rossa che si estende ai piedi del Cedar Mesa, a poca distanza da luoghi iconici come la Monument Valley, il Goosenecks State Park e la spettacolare strada panoramica del Moki Dugway.

Si trova nel San Juan County, all’interno di una vasta area desertica caratterizzata da canyon profondi, altipiani e formazioni di arenaria scolpite dal vento.

Rispetto alla Monument Valley, la Valley of the Gods è molto meno conosciuta e completamente priva di strutture turistiche: nessun ingresso a pagamento, nessun controllo, nessun punto ristoro. Solo una strada sterrata che serpeggia tra pinnacoli e mesa color ocra, dove il paesaggio cambia a ogni curva e dove la sensazione di isolamento è totale.

Mappa Valley of the Gods, Utah

Come raggiungere la Valley of the Gods

Raggiungere la Valley of the Gods è semplice, ma serve un pizzico di spirito d’avventura. La strada che la attraversa è una dirt road lunga circa 27 km (17 miglia) che si snoda tra pinnacoli di roccia rossa, distese di sabbia e viste infinite sul deserto dello Utah.

Puoi imboccarla da due lati:

  • Da est, lungo la Highway 163, poco a nord di Mexican Hat.
  • Da ovest, lungo la Highway 261, qualche chilometro prima della salita del celebre Moki Dugway.

Il percorso è un anello non asfaltato percorribile in entrambi i sensi: il paesaggio è spettacolare in ogni direzione.
Noi l’abbiamo imboccata da Mexican Hat, procedendo verso ovest.

La strada è sterrata ma generalmente percorribile con qualunque auto, purché le condizioni meteo siano buone. Detto questo, il consiglio che possiamo dare per un viaggio on the road negli Stati Uniti è di noleggiare un buon SUV, perfetto per affrontare senza pensieri anche le strade più isolate del Southwest.

Noi ci siamo trovati benissimo con una Nissan Rogue, noleggiata con Budget tramite DiscoverCars, perfetta per affrontare senza pensieri anche le strade più isolate del Southwest americano.

Valley of the Gods, Utah con suv
Nissan Rouge! perfetta per la Valley of the Gods

Cosa vedere lungo la Valley of the Gods, Utah

La Valley of the Gods è un luogo che non si “visita” nel senso classico del termine: si attraversa, si vive, si respira.
Ogni curva regala una nuova prospettiva e ogni formazione rocciosa sembra avere una personalità propria.

Lungo i 27 km di sterrato incontrerai torri, pinnacoli e butte, molte con nomi evocativi:

  • Seven Sailors
  • Battleship Rock
  • Castle Butte
  • Lady in a Bathtub
  • Rooster Butte
  • De Gaulle and His Troops

Non ci sono cartelli ufficiali, ma puoi seguire il percorso su Google Maps (scarica le mappe offline: qui il segnale non c’è).

Se hai un drone, portalo con te: volare qui è consentito.
Noi ci siamo divertiti a farci seguire lungo la strada — ed è uscito un reel pazzesco su Instagram (👉 clicca qui per farti un’idea di cosa vedrai).

Informazioni utili

📍 Coordinate GPS: 37.3167, -109.8517
💰 Ingresso: gratuito (BLM land)
🚗 Percorso: 27 km di strada sterrata
⏱️ Tempo di visita: 1–2 ore
🏕️ Campeggio: libero consentito
📶 Segnale: assente
🌄 Altitudine: circa 1500 m

Valley of the Gods, Utah - quanto tempo serve
Valley of the Gods, Utah - Stada sterrata

Valley of the Gods o Monument Valley?

Siamo arrivati alla Monument Valley carichi di aspettative: era il parco che più attendevamo, un’icona del West americano.
E sì, la Monument Valley è splendida… ma la realtà è stata diversa da quella immaginata.

Ad agosto, l’intero tracciato era ipertrafficato: jeep turistiche, convogli di auto, zero silenzio. Bello, ma con un’atmosfera che ci ha ricordato un parco giochi super turistico.

La Valley of the Gods, invece, è tutto l’opposto.
In due ore abbiamo incrociato forse una decina di auto.
Solo noi, la strada sterrata e il deserto che si estendeva all’infinito.

Quindi, Monument o Valley of the Gods?
Se potessimo attraversare la Monument Valley senza nessuno, probabilmente vincerebbe lei.
Nella realtà, con il turismo di massa…
➡️ la nostra scelta è decisamente Valley of the Gods.

Valley of the Gods, Utah - come andare

Dove dormire nei dintorni della Valley of the Gods, Utah

Vale lo stesso discorso di dove dormire per visitare la Monument Valley: anche per la Valley of the Gods le opzioni migliori si trovano a Mexican Hat e Bluff.

Se ami l’avventura, puoi dormire direttamente nella zona: essendo BLM, qui il campeggio libero è consentito.
Nessun servizio, ma un’alba tra le rocce rosse ripaga tutto.

Noi abbiamo scelto una soluzione diversa ma indimenticabile:
abbiamo campeggiato nel Goosenecks State Park, proprio sul bordo del canyon scavato dal San Juan River.
Una notte sotto una delle stellate più incredibili mai viste.

Su Booking trovi tantissime opzioni nella zona: qui sotto una selezione in base al budget.

La nostra selezione di Hotel per la Valley of the Gods

Willow Street Cottages
 
 

€€

Desert Rose Resort & Cabins
 

€€€

Goulding’s Lodge

 

La Valley of the Gods in Utah: riflessione finale

La Valley of the Gods è uno di quei luoghi che ti ricordano perché vale la pena viaggiare on the road: polvere, silenzi, panorami infiniti e quella libertà che solo il deserto americano sa regalare.

Se questo articolo ti è stato utile, condividilo o lascia un commento: ci fa sempre piacere sapere se le nostre avventure ti hanno ispirato a partire! 🌵🚙💛

Altre letture per un viaggio on the road negli Usa

White pocket Arizona - guida completa

White Pocket Arizona: la nostra guida

Durante il nostro viaggio on the road di 25 giorni negli Stati Uniti abbiamo visitato anche White Pocket Arizona, una meraviglia nascosta vicino a Page che ci ha lasciati senza parole. 

Come molti viaggiatori, anche noi sognavamo di esplorare The Wave, la famosa formazione rocciosa dalle onde perfette. Ma, dopo aver perso la lotteria, abbiamo avuto diversi mesi per ripensare a un’alternativa valida e altrettanto spettacolare. Così abbiamo scoperto il White Pocket, un luogo surreale dove la roccia disegna curve e colori incredibili e dove si può accedere liberamente, senza bisogno di permesso.

L’unico ostacolo è raggiungerla, perché le strade sono isolate, sabbiose e richiedono un vero 4×4, non basta un semplice SUV. Proprio per questo abbiamo deciso di scrivere questa guida, per raccontarvi come raggiungere White Pocket, quando andarci, cosa vedere una volta sul posto e se è possibile visitare White Pocket con bambini.

👉 Volete sapere se ne vale davvero la pena e come organizzare la visita? Continuate a leggere la nostra guida completa sul White Pocket in Arizona!

Non perderti il racconto del nostro itinerario di 25 giorni on the road negli States.

White Pocket Arizona - cosa vedere

Dove si trova White Pocket in Arizona

White Pocket si trova nel cuore del Vermilion Cliffs National Monument, nel nord dell’Arizona, a pochi chilometri dal confine con lo Utah. È una zona remota, selvaggia e ancora poco conosciuta, che regala alcuni dei paesaggi più surreali del Southwest americano.

Il punto di partenza più comodo per raggiungerla è Page, in Arizona, che dista circa due ore di auto. Anche Kanab, nello Utah, si trova a circa 80 chilometri e rappresenta una buona alternativa per organizzare la visita. Da entrambe le località è possibile arrivare a White Pocket in autonomia, se si dispone di un vero 4×4, oppure partecipare a un tour organizzato con guida locale.

La particolarità di White Pocket è che, nonostante non serva alcun permesso per accedervi, qui difficilmente incontrerete altre persone. È un luogo che trasmette un profondo senso di isolamento e silenzio, come pochi altri nel deserto americano. Proprio per questo crediamo che nei prossimi anni la sua popolarità crescerà e non ci sorprenderemmo se in futuro venissero introdotti permessi o lotterie anche per visitare questa meraviglia naturale.

Se volete orientarvi meglio, potete consultare la mappa di White Pocket in Arizona qui sotto: vi aiuterà a capire la posizione esatta e le principali vie di accesso.

Mappa dove si trova White Pocket in Arizona

Come arrivare a White Pocket in Arizona

Raggiungere White Pocket non è affatto semplice: si trova in una zona remota del deserto dell’Arizona, accessibile solo tramite strade sterrate e sabbiose. La bellezza del paesaggio ripaga ampiamente lo sforzo, ma è importante prepararsi bene prima di mettersi in viaggio.

Ci sono due modi per arrivarci: in autonomia con un 4×4 o partecipando a un tour guidato organizzato da Page o Kanab.

sterrato White pocket
white pocket sand sabbia
white pocket Arizona strade

White Pocket in autonomia

Visitare White Pocket in autonomia è un’esperienza incredibile, ma serve un vero fuoristrada e un po’ di attenzione. Le strade che portano fin qui sono sterrate e isolate, ma con il mezzo giusto e una buona preparazione il tragitto è fattibile e regala paesaggi mozzafiato.

Noi abbiamo scelto di noleggiare un 4×4 con Jeepbnb, una realtà locale di Page specializzata in veicoli da fuoristrada. Le jeep sono nuove, pulite e consegnate con il pieno di benzina, da restituire nello stesso modo a fine giornata. Tutto si prenota online e c’è anche la possibilità di ritirare il mezzo la sera prima con un supplemento di 59 dollari, ideale se volete partire presto la mattina seguente. Il noleggio giornaliero costa 229 dollari, ma credeteci ne vale ogni centesimo visitare il White Pocket!

Jeepbnb Page - White Pocket

Al momento della consegna, la ragazza dello staff ci ha spiegato con calma come utilizzare il 4×4 e in quale punto del percorso attivarlo, visto che per buona parte della strada non è necessario. La House Rock Valley Road è infatti una sterrata ampia, ben battuta e di ghiaia compatta, percorribile anche con un SUV normale in condizioni di asciutto. Successivamente si imbocca la Cottonwood Cove Road, più stretta e con qualche tratto roccioso, ma ancora agevole nella parte iniziale.

Le difficoltà aumentano avvicinandosi al Pine Tree Pocket Ranch, dove la strada diventa sabbiosa: da qui in poi è fondamentale inserire il 4×4, perché si incontrano diversi punti con sabbia molto alta. È proprio in questa zona che la trazione integrale fa la differenza (vedi mappa sotto con i dettagli).

Quel giorno era prevista pioggia, ma la ragazza di Jeepbnb ci ha rassicurati spiegandoci che, con il terreno leggermente umido, la guida sulla sabbia diventa persino più semplice e in effetti aveva ragione.

Da Page a White Pocket sono circa 150 chilometri e ci vogliono poco più di due ore di guida, ma il tempo può variare in base alle condizioni della strada. Se decidete di affrontare il percorso da soli, partite preparati con acqua, snack, carburante e mappe offline, perché nella zona non c’è copertura telefonica.

White Pocket Arizona Strada Road

White Pocket con un tour organizzato

Se non ve la sentite di guidare su sabbia, la soluzione migliore è partecipare a un tour organizzato. È il modo più sicuro e comodo per visitare White Pocket in Arizona, perfetto anche per chi viaggia in famiglia o vuole godersi il paesaggio senza pensieri.

I tour partono sia da Page che da Kanab e sono condotti da guide locali esperte, che conoscono perfettamente ogni tratto del percorso. Una volta arrivati, si ha tutto il tempo per esplorare a piedi le incredibili formazioni di roccia e scattare foto in totale tranquillità.

👉 Consiglio pratico: potete prenotare un tour organizzato a White Pocket direttamente su GetYourGuide. L’escursione include il trasporto in 4×4, una guida locale esperta e acqua fresca per tutta la giornata.

Esistono anche tour combinati che includono altre aree del Vermilion Cliffs National Monument, come South Coyote Buttes o Edmaier’s Secret, perfetti se volete scoprire più luoghi spettacolari in un solo giorno.

Powered by GetYourGuide

White Pocket Arizona cosa vedere

Arrivati al piccolo parcheggio comincia la parte più bella: camminare tra le formazioni di roccia di White Pocket e perdersi in un paesaggio che sembra appartenere a un altro pianeta. Non ci sono sentieri né indicazioni: potete muovervi liberamente e scegliere la direzione che più vi ispira.

La prima cosa che colpisce, e che meglio descrive cosa vedere al White Pocket, è il colore. Le rocce passano dal bianco al rosso, con venature arancioni e grigie che si intrecciano come pennellate. In alcuni punti il terreno è completamente bianco e le forme arrotondate delle pietre sembrano un enorme cervello scolpito nella roccia: è uno dei luoghi più surreali che abbiamo mai visto.

Vi consigliamo di salire sulle formazioni più alte per godervi il panorama dall’alto: da lì si vedono distese ondulate che si perdono all’orizzonte.

Prendetevi tutto il tempo che vi serve: White Pocket non si visita in fretta. Noi abbiamo camminato per ore, seguendo la curiosità, fermandoci a osservare le forme più strane e a scattare foto da ogni angolo possibile. Abbiamo fatto anche volare il drone, qui è possibile usarlo ed è stato bellissimo farci seguire dall’alto. Se volete farvi un’idea del luogo, date un’occhiata al nostro reel su Instagram, che rende bene quanto sia surreale questo posto.

Servono almeno due o tre ore per esplorare l’area con calma, ma se amate la fotografia o semplicemente vi piace perdervi nei dettagli, potreste restare anche mezza giornata. La luce cambia continuamente e ogni minuto il paesaggio sembra diverso.

Scalate, esplorate, sedetevi a osservare: non tornerete domani, quindi vivetela tutta.

White pocket Arizona con la pioggia
White Pocket Arizona Meteo

Cosa portare per un'escursione al White Pocket

A White Pocket non ci sono servizi, ombra né segnale telefonico, quindi è importante partire preparati. Sarete solo voi e il nulla per tutta la giornata, immersi in un silenzio totale. Difficilmente incontrerete anima viva, ed è proprio questo a rendere l’esperienza così speciale.

Ecco cosa portare:

Almeno 4 litri d’acqua a persona
Snack e pranzo al sacco
Crema solare e cappello
Scarpe da trekking 
Occhiali da sole
Giacca leggera o guscio in Gore-Tex, utile in caso di vento o pioggia improvvisa
Mappe offline (Google Maps non funziona in zona)
Carburante sufficiente, non ci sono distributori lungo la strada
Fotocamera o drone per catturare la magia del luogo
Zaino o marsupio porta bimbi, se viaggiate con figli piccoli

Al White Pocket non si trova nulla, ma si trova tutto quello che vale un viaggio.

Al White Pocket non si trova nulla, ma si trova tutto quello che vale un viaggio.

È possibile visitare il White Pocket con bambini?

Diremmo di sì: noi lo abbiamo fatto con una bambina di quasi tre anni. Se vostro figlio è abituato a viaggiare e in grado di affrontare una vacanza on the road negli Stati Uniti, allora è perfettamente in grado di trascorrere una giornata anche al White Pocket.

Noi siamo stati fortunati perché non ha fatto caldo, anzi tutt’altro: ha piovuto per buona parte della mattina, e questo ha reso il clima perfetto per camminare e godersi il paesaggio senza soffrire il sole. L’importante è essere ben attrezzati, con acqua, abbigliamento comodo e, per i più piccoli, uno zaino o un marsupio porta bimbi.

Matilde ha passato la giornata benissimo: ha dormito durante il tragitto in auto, si è svegliata quasi all’arrivo e abbiamo fatto colazione nel deserto con latte e biscotti. Una volta lì, si è divertita a esplorare e a seguirci tra le rocce, incuriosita dai colori e dal drone che volava sopra di noi. Sul rientro verso la jeep ha camminato un po’ e, appena ripartiti, il dondolio sulla sabbia l’ha riaddormentata fino a Page.

Visitare il White Pocket con bambini si può, basta partire presto, organizzarsi bene e non avere fretta. È un’esperienza che rimane impressa anche nei più piccoli — e per noi è stata una delle giornate più speciali del viaggio.

Potrebbe interessarti la nostra guida su come visitare il Grand Canyon con bambini.

White pocket Arizona con bambini

Dove dormire nei dintorni

Le due basi principali per visitare White Pocket sono Page, in Arizona, e Kanab, appena oltre il confine con lo Utah. Entrambe offrono una buona scelta di alloggi e servizi, ma la scelta dipende molto dal vostro itinerario.

Noi abbiamo dormito a Page per due notti, al Rodeway Inn, e ci siamo trovati benissimo. È un’ottima soluzione economica, con camere spaziose e una bella piscina dove rilassarsi dopo le escursioni.

Su Booking trovate tantissime soluzioni per entrambe le località, dalle opzioni più economiche ai lodge panoramici immersi nel deserto.

Qua sotto trovate la nostra selezione di hotel

La nostra selezione di hotel a Page

Rodeway inn
 
 

€€

Sleep Inn & Suites Page
 
 

€€€

Hampton Inn & Suites

 

La nostra selezione di hotel a Kanab

Red Canyon Cabins
 
 

€€

Canyons Boutique Hotel
 
 

€€€

La Quinta by Wyndham
 
 

👉 Adesso che conoscete tutto del White Pocket in Arizona, vi è venuta voglia di visitarlo?
Avevate mai sentito parlare del White Pocket o vi piacerebbe andarci?
Raccontatecelo nei commenti qui sotto o scriveteci su Instagram: ci fa sempre piacere condividere consigli e impressioni con altri viaggiatori!

Altre letture per un viaggio on the road negli Usa

Grand Canyon con bambini: guida completa

Grand Canyon con bambini: guida pratica e consigli di viaggio per famiglie

Organizzare una visita al Grand Canyon con bambini è un’esperienza indimenticabile, ma richiede qualche accorgimento in più. È possibile godersi la maestosità di questo parco con un figlio di pochi anni? La risposta è sì, assolutamente sì.

Tornati dal nostro viaggio on the road di 25 giorni tra i parchi nazionali dell’Ovest, la domanda che ci avete fatto più spesso è stata proprio questa: ‘Ma visitare il Grand Canyon con una bambina piccola, com’è?’.

Abbiamo capito che mentre le guide generiche abbondano, i consigli pratici per famiglie, soprattutto con bambini piccoli, scarseggiano. Ecco perché abbiamo deciso di creare una guida dedicata proprio a come affrontare il Grand Canyon con bambini.

In questa guida troverete non solo cosa vedere, ma soprattutto come vederlo con i più piccoli al seguito, tra percorsi percorribili con il passeggino, aree dove fermarsi per un pic-nic e trucchi per rendere l’esperienza magica per tutta la famiglia.

Il Grand Canyon

Prima di tuffarci nei consigli pratici, una piccola presentazione è d’obbligo. Il Grand Canyon non è solo un parco nazionale, è un’icona globale, uno di quei luoghi che lascia senza fiato chiunque lo veda per la prima volta. Con i suoi oltre 400 km di lunghezza e una profondità che supera i 1.600 metri, è immancabile in qualsiasi itinerario on the road negli USA.

È uno dei parchi più visitati al mondo, eppure, nonostante la sua maestosità, sa essere incredibilmente accogliente per le famiglie. Noi lo abbiamo raggiunto percorrendo la mitica Route 66, un arrivo spettacolare che ha aggiunto un tocco di magia in più al nostro viaggio, approdando sul versante più famoso e accessibile: il South Rim. Ed è proprio da qui, il cuore delle visite family-friendly, che partono i nostri consigli.

IL Grand Canyon South Rim

Quanto tempo dedicare al Grand Canyon con bambini?

Quando si organizza un viaggio negli Stati Uniti con i più piccoli, una delle prime domande che ci si pone è: quanto tempo dedicare al Grand Canyon?
La risposta dipende molto dai vostri ritmi, da quello che vi piace fare e dal tipo di itinerario che avete in mente.

Di solito il Grand Canyon fa parte di un viaggio on the road nel sud-ovest americano, quindi la durata della visita dipende anche da come avete distribuito i giorni tra parchi e città. Il nostro consiglio è di privilegiare sempre i parchi, dedicando almeno una giornata piena — meglio se due — al Grand Canyon, che con i bambini sa regalare emozioni uniche.

Un giorno intero: il minimo indispensabile
Se avete poco tempo, una giornata al South Rim è il minimo per vivere l’essenza del parco. In un giorno potrete ammirare i punti panoramici più famosi — come Mather Point e Yavapai Point —, percorrere un tratto del Rim Trail anche con il passeggino e utilizzare i comodi shuttle. È un assaggio intenso e spettacolare, perfetto se siete di passaggio, ma un po’ frettoloso se volete viverlo con calma.

Due giorni: l’ideale per una visita family-friendly
Noi abbiamo scelto questa opzione e ci siamo trovati benissimo. Due giorni ci hanno permesso di esplorare il parco con i giusti tempi di una vacanza family-friendly, senza corse e rispettando i ritmi di nostra figlia. E, cosa ancora più bella, ci hanno permesso di vivere due esperienze completamente diverse:

  • Primo giorno: abbiamo percorso a piedi il Rim Trail verso Ovest, fermandoci a Hopi Point per goderci il tramonto — uno spettacolo che resterà nei nostri ricordi. Dopo il tramonto siamo tornati comodamente con lo shuttle. È stata la giornata ideale per ammirare i panorami senza fatica.
  • Secondo giorno: abbiamo vissuto il canyon da due prospettive. Al mattino ci siamo “avventurati” lungo un tratto del Bright Angel Trail, mentre nel pomeriggio, in auto, abbiamo visitato i punti panoramici verso Est, uscendo poi dal parco in direzione Page. Un modo perfetto per concludere la visita senza tornare sui propri passi.

Infine, per chi ama camminare, ci sono diversi sentieri adatti anche alle famiglie, come il Bright Angel Trail. Nel prossimo paragrafo vi racconto quali sono i più adatti ai piccoli esploratori, così da scegliere quello perfetto per voi.

Grand Canyon con bambini

Cosa fare al Grand Canyon con bambini

1- Trekking sul Rim trail: La passeggiata sul bordo del canyon

Il Rim Trail è il sentiero più celebre e, soprattutto, il più semplice del Grand Canyon. È perfetto da fare con bambini di qualsiasi età ed è addirittura percorribile con il passeggino per lunghi tratti.

Perché è il trekking più facile del Grand Canyon?
Semplicemente perché non presenta dislivelli significativi: è praticamente piatto, a parte qualche breve e lieve saliscendi. Ma la vera comodità per le famiglie è un’altra: in corrispondenza di quasi tutti i punti panoramici più belli c’è una fermata dello shuttle. Questo significa che potete salire e scendere gratuitamente per spostarvi in avanti o tornare indietro in qualsiasi momento! Potete decidere di percorrerlo tutto e tornare con lo shuttle, o semplicemente scegliere solo alcuni tratti.

Il nostro tratto consigliato: Hermit Road (verso Ovest)
Il percorso del Rim Trail nel suo insieme è molto lungo, ma il tratto più spettacolare è senza dubbio quello verso ovest, che costeggia la Hermit Road per circa 12 km. Puoi vedere l’intera traccia su Komoot, volendo, scaricarla per utilizzarla offline.

Come raggiungere il sentiero e come muoversi
Per iniziare questa passeggiata, dovete raggiungere Gran Canyon Village e parcheggiare nei dintorni del Bright Angel Lodge. L’inizio del sentiero si trova proprio lì.
L’intero percorso è servito dalla navetta Hermit Road Route (Red Line), con ben 9 fermate. Attenzione però: al ritorno, la navetta ferma solo a Hermits Rest, Pima, Mohave e Powell Point. Controllate sempre le mappa degli shuttle! 
Per tutte le informazioni aggiornate sugli orari e le fermate degli shuttle del Gran Canyon, puoi consultare il [sito ufficiale a questo indirizzo].

Il nostro consiglio: Per un’esperienza indimenticabile, fermatevi in uno dei punti più iconici (come Hopi Point) per ammirare il tramonto e rientrate comodamente con lo shuttle, proprio come abbiamo fatto noi. È il modo perfetto per concludere la giornata.

Rim trail Grand Canyon con bambini
animali Grand Canyon

2- Trekking dentro il canyon: Bright Angel e South Kaibab trail

Se il Rim Trail è la passeggiata “tranquilla”, questi sono i sentieri per chi vuole vivere l’avventura vera e cambiare prospettiva, scendendo tra le pareti rocciose del canyon.

Quali sono le possibilità?

  • Bright Angel Trail: L’abbiamo percorso noi. È il più famoso e attrezzato, con qualche punto d’ombra e acqua potabile in alcune stagioni.
  • South Kaibab Trail: Più ripido e diretto, offre panorami mozzafiato. Non abbiamo potuto farlo durante il nostro viaggio (agosto 2025) a causa di un grosso incendio al North Rim che ne aveva limitato l’accesso. Controllate sempre le condizioni del parco prima di partire!

Avvertenze Importantissime per le Famiglie:

Niente Passeggino: Questi sentieri non sono assolutamente percorribili con il passeggino. Sono sterrati, ripidi e con scalini. Se avete bambini che non camminano a lungo, è obbligatorio un marsupio ergonomico o uno zaino portabimbo di qualità.

La Fatica è in Salita: Partite in discesa, che sembra facile, ma tutta la fatica si concentra nella risalita. Tenetene conto quando decidite quanto scendere.

Caldo e Dislivello: Non prendete questi trekking alla leggera. Considerate il dislivello e il caldo torrido nei mesi estivi. Partite all’alba e portate tantissima acqua.

Come organizzare il trekking: Obiettivi Ragionevoli
Il bello è che potete scegliere voi la lunghezza in base alle vostre capacità. Ecco degli ottimi obiettivi per una famiglia:

  • Bright Angel Trail: Fino al “1.5-Mile Resthouse” (circa 2,4 km a tratta). È l’obiettivo che abbiamo raggiunto noi. Un ottimo compromesso per avere un assaggio del canyon senza uno sforzo eccessivo in salita.
  • South Kaibab Trail: Fino a “Cedar Ridge” (circa 2,4 km a tratta). Un punto panoramico fantastico e un ottimo giro.

Qui puoi trovare le tracce dettagliate da consultare prima di partire: Bright Angel trail fino 1.5 Mile Resthouse –  South Kaibab fino al Cedar point.

trekking al Grand Canyon con bambini
Trekking Grand Canyon con bambini

3- Esplorare i punti panoramici a est (Desert View Drive)

Non ci sono solo trekking al GrandCanyon! Per un’esperienza magnifica e comodissima, perfetta anche come ultima attività prima di lasciare il parco, c’è il tour in auto della Desert View Drive.

È la strada panoramica che costeggia il bordo orientale del canyon e, ciliegina sulla torta, è proprio la strada d’uscita in direzione di Page o Monument Valley. Potete quindi visitare questi punti panoramici senza tornare indietro, ottimizzando al massimo il tempo.

Cosa vedrete (in ordine da Ovest a Est):

  • Yaki Point: Punto panoramico magnifico, spesso accessibile solo con la navetta, ma la vista dalla strada è già notevole.
  • Grandview Point: Offre una vista “a volo d’uccello” sul canyon, come suggerisce il nome.
  • Moran Point: Famoso per gli strati di roccia colorati e le formazioni geologiche.
  • Lipan Point: Considerato uno dei migliori per ammirare il fiume Colorado e il vasto interno del canyon.
  • Desert View Watchtower: Il punto finale e più iconico. Qui potete salire sulla torre per una vista a 360 gradi mozzafiato. È un’attrazione di per sé, che affascinerà molto anche i bambini.

Il nostro consiglio: È il modo perfetto per concludere la visita al Gran Canyon. Salite sulla torre di Desert View, date un’ultima occhiata all’infinita distesa di rocce e poi… via, verso la prossima avventura!

desert view drive - Grand Canyon

4- Partecipare al Junior ranger program

Un’attività imperdibile per le famiglie con bambini è il Junior Ranger Program, un’iniziativa educativa organizzata dal National Park Service. È un modo fantastico per coinvolgere i più piccoli e far loro vivere il parco in modo attivo e divertente.

Di cosa si tratta?
All’arrivo, recatevi presso uno dei Visitor Center (come il principale presso l’Entrance Station o quello di Canyon View) e chiedete l’activity booklet gratuito del Junior Ranger. All’interno troverete giochi, quiz e attività legate alla natura, alla geologia e alla storia del Grand Canyon, adattate in base all’età del bambino.

Come funziona?
I bambini dovranno completare alcune delle attività indicate durante la visita (ad esempio, disegnare un animale, rispondere a domande su ciò che vedono, partecipare a un breve talk con un ranger). Una volta completate, un ranger controllerà il booklet e, con un piccolo giuramento di proteggere i parchi nazionali, il vostro piccolo esploratore riceverà il suo badge ufficiale da Junior Ranger!

Perché vale la pena?
Anche se la vostra bambina, come la nostra, ha solo 3 anni e non può completare tutte le attività da sola, l’entusiasmo nel ricevere il badge e partecipare al “gioco” è contagioso. È un ricordo tangibile e un bellissimo souvenir che va oltre ai soliti gadget.

Il nostro consiglio: Anche solo ritirare il booklet e provare a fare qualche gioco insieme durante le pause renderà la visita più interattiva per loro. È un’esperienza che li fa sentire dei veri esploratori!

5- Il passaporto dei parchi nazionali: La caccia al timbro!

Per creare un ricordo unico del vostro viaggio on the road, non dimenticate il Passaporto dei Parchi Nazionali (National Park Passport). È un’istituzione per chi viaggia tra i parchi americani e un gioco divertentissimo anche per i bambini.

Di cosa si tratta?
È un piccolo passaporto, acquistabile per pochi dollari nei negozi di souvenir di qualsiasi parco nazionale o online. In ogni parco nazionale, monumento o sito storico gestito dal National Park Service, troverete una stazione timbri (di solito al Visitor Center o all’ingresso) con un timbro ufficiale personalizzato che riporta la data e il nome del parco.

Come funziona?
La missione è semplice: ad ogni tappa del vostro viaggio, come qui al Grand Canyon, dovete trovare la stazione timbri e “vistare” il vostro passaporto. È una caccia al tesoro che diventerà un’abitudine irrinunciabile per tutta la famiglia.

passaporti parchi Usa con Bambini

Dove dormire al Grand Canyon con bambini

Trovare la sistemazione giusta è fondamentale per vivere al meglio la visita con i bambini. Le opzioni vanno dall’esperienza magica di dormire dentro il parco, alla comodità di una cittadina vicina, fino al risparmio intelligente di una località più distante.

Dentro il parco: l’esperienza totale (se riuscite a prenotare!)
Soggiornare in uno dei lodge del South Rim — come il Bright Angel, il Maswik o il più elegante El Tovar Hotel — è la scelta più affascinante.
Addormentarsi e svegliarsi nel cuore del canyon, godersi l’alba o tornare in camera per un pisolino pomeridiano è un privilegio raro.

Attenzione però: i prezzi sono elevati e serve prenotare con largo anticipo (anche 6-12 mesi prima).

Fuori dal parco: 

  • Tusayan: la scelta più vicina

A soli dieci minuti dall’ingresso del South Rim, Tusayan è l’opzione più comoda per molte famiglie. Offre hotel, ristoranti e servizi, ma in alta stagione i prezzi restano alti.

  • Williams: la nostra scelta per risparmiare

Noi abbiamo optato per Williams, circa un’ora di macchina (100 km) dal parco. Il risparmio è stato notevole: abbiamo dormito al Motel 6 con piscina — perfetta per far sfogare nostra figlia — a soli 53 euro a notte, molto meno rispetto a Tusayan o al parco.

Williams ci è piaciuta tantissimo: una cittadina autentica lungo la Route 66, tranquilla e piacevole. Partire la mattina presto per il Grand Canyon è stato semplice e senza traffico.

La nostra selezione di hotel per il Grand Canyon

Motel 6 Williams
 
 
 

€€

The Grand Hotel at the Grand Canyon
 
 

€€€

Bright Angel Lodge
 
 
 

E voi? Siete stati al Grand Canyon con bambini?
Raccontateci la vostra esperienza o fateci tutte le domande che volete qui nei commenti! 😊

Seguite le nostre avventure in tempo reale su Instagram per altri consigli e scoprire la prossima tappa del nostro on the road!

Altre letture sugli USA

Itinerario parchi Usa

Itinerario parchi USA: 25 giorni on the road nell’Ovest americano

Durante il nostro itinerario parchi USA di 25 giorni tra California, Utah, Arizona e Nevada abbiamo finalmente realizzato un sogno che rincorrevamo da anni. La prima partenza era saltata all’ultimo per una caduta in bici, ma invece di arrenderci abbiamo riprogrammato tutto per l’estate successiva: un anno in più di attesa, un anno in più di desiderio di vivere questo viaggio.

In 25 giorni abbiamo percorso circa 6.000 km on the road, toccando parchi nazionali iconici e città come San Diego, Los Angeles, San Francisco e Las Vegas, tra deserti, canyon, foreste di sequoie e strade leggendarie. Lo abbiamo fatto con Matilde, quasi 3 anni, dimostrando che un itinerario così intenso è possibile anche con bambini, con un po’ di organizzazione.

In questa guida trovi il nostro itinerario parchi USA giorno per giorno, con mappa, tappe dettagliate, chilometri, alloggi, costi reali e consigli pratici per costruire il tuo viaggio nell’Ovest americano senza perdere tempo (e senza saltare le esperienze più belle).

Se stai cercando un itinerario completo per i parchi USA, qui sotto trovi esattamente quello che abbiamo fatto noi, testato sulla strada e a misura di famiglia.

La mappa del nostro itinerario parchi USA e città dell'ovest

Qui sotto trovi la mappa completa del nostro itinerario parchi USA di 25 giorni, con tutte le tappe tra California, Utah, Arizona e Nevada.

Cosa Abbiamo Visto in Questo Viaggio:

🏜️ 9 Parchi Nazionali + 2 Aree Protette Federali
🏙️ 4 Città Iconiche della West Coast
🛣️ 6.000 km on the road attraverso 4 stati (California, Arizona, Utah e Nevada)

itinerario on the road nel Sud Ovest degli Stati Uniti
Il nostro itinerario on the road nel Sud Ovest degli Stati Uniti

Itinerario parchi USA giorno per giorno

Giorno 1: Arrivo a Los Angeles

Dopo il lungo volo, l’emozione di avercela fatta superava di gran lunga la stanchezza. Ritirata l’auto da Dollar (procedura rapida e senza intoppi), il nostro itinerario tra i parchi USA inizia subito con un assaggio del caos di Los Angeles e le sue sette corsie di traffico. Guidare si è rivelato meno complicato del previsto, con automobilisti rispettosi nonostante le dimensioni… impressionanti!

Pernottiamo a Buena Park, scelta strategica per riposarci e essere vicini alla nostra prima tappa. Piccolo miracolo da genitori viaggiatori: Matilde crolla in macchina e la trasferiamo a letto senza svegliarla. L’avventura può cominciare.

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🚗 Percorrenza:  50 km
🛏️ Pernottamento: Colony Inn, Buena Vista (72$)

Giorno 2: Il sapore della California, da Huntington Beach a San Diego

Il jet lag ci regala una sveglia all’alba, perfetta per partire presto e goderci la giornata lungo la costa.

Huntington Beach ci mette subito in mood californiano: il molo, i surfisti e il sole ci fanno sentire già in vacanza. A Laguna Beach ci fermiamo per pranzo e un po’ di esplorazione lungo la spiaggia, riusciamo anche a fare il primo bagno nel pacifico.

Nel tardo pomeriggio raggiungiamo La Jolla Cove, e qui restiamo senza parole: i leoni marini sono tantissimi e incredibilmente vicini, Matilde li osserva incantata mentre giocano e ci godiamo il primo tramonto di questa vacanza che inizia nel migliore dei modi.
Pernottiamo a Chula Vista, in un motel comodo e a pochi minuti da San Diego.

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🚗 Percorrenza:  185 km
🏖️ Tappe principali: Huntington Beach – Laguna Beach – La Jolla Cove
🛏️ Pernottamento: Motel Milagro, Chula Vista  (206$ 2 notti)

Huntington beach - Itinerario ovest Usa
Huntington beach ©PassiePedali
Laguna beach - Itinerario on the road Usa ovest
Laguna beach ©PassiePedali
Leoni marini a La jolla Cove - Cosa vedere a San Diego
La Jolla Cove ©PassiePedali

Giorno 3: Alla scoperta di San Diego

Dopo aver finalmente dormito fino al suono della sveglia alle 7, scopriamo che nonostante il letto king size, la zona “king” era tutta di Matilde. Mettendosi di traverso, ci ha relegati ai bordi per tutta la notte. All’esterno il cielo è nuvoloso e l’aria frizzantina: via con una colazione veloce in camera, pronti per una giornata intensa alla scoperta di San Diego.

La mattina la dedichiamo al Waterfront: Seaport Village, la statua del marinaio (The Unconditional Surrender), l’imponente portaerei USS Midway e l’atmosfera vivace lungo il molo. Poi breve tappa a Little Italy, con il mercato del sabato e un pranzo messicano.

Il pomeriggio ci spostiamo a Coronado Island, dove ci rilassiamo in spiaggia.

Rientriamo in hotel per una doccia e per prepararci per la serata. E’ sabato sera e non possiamo saltare il Gaslamp Quarter: usciamo per un giro tra luci e musica. Matilde, tutta gasata, sembra reggere… ma in auto crolla in tre secondi. La travasiamo nel passeggino e ci godiamo comunque una passeggiata nell’atmosfera festosa di San Diego.

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🚶 Tappe principali: Waterfront – Little Italy – Coronado Island – Gaslamp Quarter
🛏️ Pernottamento: Motel Milagro, Chula Vista (206$ 2 notti)

Embarcadero San Diego
Embarcadero San Diego ©PassiePedali
The Unconditional Surrender San Diego - Cosa vedere a San Diego
The Unconditional Surrender ©PassiePedali
Lifeguard Coronado Beach - Cosa vedere a San Diego
Coronado Beach e le torrette ©PassiePedali
Little Italy San Diego - Cosa vedere a San Diego
Little Italy ©PassiePedali
Vista San Diego da Coronado Island
Vista San Diego da Coronado Island ©PassiePedali

Giorno 4: Balboa Park e la spettacolare strada per Palm Springs

Oggi si cambia scena. Prima di lasciare San Diego, visitiamo Balboa Park: un trionfo di giardini e architetture spagnole che ci piace tantissimo (decidiamo di saltare lo zoo per mancanza di tempo).
Una veloce passeggiata in Old Town ci conferma l’impressione: un po’ troppo turistica e kitsch per i nostri gusti, ma comunque caratteristica.

La strada per Palm Springs riserva la sorpresa più bella: la Santa Rosa and San Jacinto Mountains National Monument Scenic Byway. Una deviazione spettacolare, con curve mozzafiato che scendono sulla vallata. Consigliatissima!

Arrivati a destinazione, il classico selfie con la gigantesca Marilyn Monroe e poi… finalmente in piscina! Tuffi rigeneranti e birrette per chiudere in bellezza una giornata perfetta.

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🚗 Percorrenza:  220 km
🏞️ Tappe principali: Balboa Park – San Diego Old Town – Santa Rosa & San Jacinto Scenic Byway – Palm Springs
🛏️ Pernottamento: Delos Reyes Palm Springs (58$)

Balboa park San Diego - Cosa vedere a San Diego
Balboa Park ©PassiePedali
San Diego old town - Cosa vedere a San Diego
San Diego old town ©PassiePedali
Marylin Monroe Palm Springs - cosa vedere a Palm Springs
La statua di Marylin ©PassiePedali
delos reyes motel Palm Springs
Il nostro coloratissimo motel a Palm Springs ©PassiePedali

Giorno 5: Joshua Tree e il mito della Route 66

Sveglia alle 6 per battere il caldo torrido del Joshua Tree National Park, ma prima una piccola deviazione… Ci fermiamo a Pioneertown, un autentico set western dove abbiamo fatto colazione tra saloon e ricostruzioni storiche.

Entriamo nel parco con aspettative basse e invece… WOW! Il parco ci sorprende piacevolmente. Iniziamo con l’agevole sentiero di Hidden Valley, perfetto con Matilde in marsupio, e poi procediamo a scoprire uno dopo l’altro i principali viewpointConsiglio: non saltatelo, vale davvero la pena!

Usciamo dal parco a Twentynine Palms e fortunatamente troviamo il mitico passaporto dei parchi e Matilde timbra emozionatissima il suo primo parco americano. Dopo pranzo, ci lanciamo sull’asfalto della mitica Route 66. Prima tappa Amboy per le foto iconiche con la scritta della route stampata sull’asfalto. La strada verso Oatman è spettacolare e ci regala l’incontro con i simpatici asinelli selvatici che si piazzano in mezzo alla strada. Oatman è un gioiellino da cartolina.

L’ultima ora di viaggio per Kingman attraverso il Sitgreaves Pass è il colpo di scena finale: panorami mozzafiato che abbiamo immortalato col drone.

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🚗 Percorrenza:  490 km
🌵 Tappe principali: Pioneertown – Joshua Tree NP – Route 66 – Sitgreaves Pass
🛏️ Pernottamento: Motel 6-Kingman (78$)

Pioneertown - on the road ovest Usa
Pioneertown ©PassiePedali
Joshua tree - Parchi da visitare Usa
Joshua tree ©PassiePedali
Skull Rock - Joshua Tree
Skull Rock - Joshua Tree ©PassiePedali
route 66 Roy's motel
Route 66 Roy's motel ©PassiePedali
Oatman - cosa vedere sulla Route 66
Oatman Route 66 ©PassiePedali

Giorno 6: Route 66 e primo incontro con il Grand Canyon

Si parte con calma, pronti a un’altra giornata epica del nostro itinerario tra i parchi USA.
La prima tappa è Kingman, dove Matilde fa festa salendo sulla locomotiva a vapore 1927 Baldwin 4-6-0 esposta nel centro visitatori. Non resistiamo a uno scatto vintage davanti al Mr. D’z Route 66 Diner, celebre per i suoi hamburger e l’arredamento retrò.

Riprendiamo la strada verso Williams percorrendo l’ultimo tratto della mitica Route 66: soste obbligate alla bizzarra scultura di Giganticus Headicus e al vecchio distributore di Hackberry.
A Seligman – vero tempio della Mother Road – ci perdiamo tra negozietti di souvenir e angoli perfetti per Instagram.

Williams ci accoglie con il suo autentico spirito western e l’atmosfera rilassata dei piccoli centri americani lungo la Route 66.

Nel pomeriggio entriamo al Grand Canyon South Rim senza code, intorno alle 16, e ci tuffiamo nella magia. Scegliamo di percorrere il Rim Trail lungo i viewpoint ovest della Hermit Route.
Partendo da Bright Angel Lodge arriviamo fino a Hopi Point: sono circa 5 km di pura meraviglia, conclusi con un tramonto sul Grand Canyon che quasi ci fa scappare una lacrima.

🔥 Consiglio pratico – Come visitare i viewpoint ovest del Grand Canyon:
La strada è chiusa al traffico privato, ma si può esplorare:

  • 🚶 A piedi, lungo il Rim Trail

  • 🚌 Con la navetta gratuita Linea Rossa – Hermit Rest Route

Attenzione: la navetta percorre tutte le fermate solo all’andata (verso Hermits Rest), ma non al ritorno. Prima di partire, consultate il percorso aggiornato sul sito ufficiale del Parco Nazionale del Grand Canyon!

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🚗 Percorrenza:  410 km
🛣️ Tappe principali: Kingman – Route 66 (Giganticus Headicus, Hackberry, Seligman, Williams) – Grand Canyon South Rim
🛏️ Pernottamento: Motel 6 Williams (61$)

Mr. D'z - cosa vedere sulla route 66
Mr. D'z - route 66 ©PassiePedali
Herbie il maggiolino tutto matto - cosa vedere sulla route 66
Il maggiolino da Giganticus Headicus ©PassiePedali
Grand Canyon il rim trail
Grand Canyon il rim trail ©PassiePedali

Giorno 7: Trekking sul Bright Angel Trail e la Desert View Drive

Sveglia alle 6 per scendere nel canyon scendere nel canyon prima del caldo. Da Williams, un’ora di strada e troviamo l’ingresso del parco deserto: olé! Parcheggiamo al Bright Angel Lodge carichissimi e pronti per addentrarci nel Grand Canyon.

La discesa lungo il Bright Angel Trail è uno spasso, con la consapevolezza che la risalita con i 16 kg di Matilde nello zaino portabimbi sarà tosta. Il paesaggio è da pelle d’oca, tra formazioni rocciose stratificate e scoiattoli che fanno la felicità di Matilde.

Superiamo il 1.5 Mile Resthouse per raggiungere un punto panoramico ancora più spettacolare. Dopo qualche scatto, inizia la risalita: lenta ma soddisfacente, con tratti di roccia che ci regalano ombra preziosa. Alle 11:30 siamo di nuovo in cima, stanchi ma trionfanti!

Tappa obbligata al Visitor Center per il timbro sul passaporto di Matilde, poi pranzo in un’area picnic nel bosco. Nel pomeriggio, esploriamo i viewpoint orientaliMoran Point, Lipan Point e l’iconica Desert View Watchtower. Uscendo dal parco, portiamo con noi la magia del Grand Canyon.

La strada per Page ci regala paesaggi straordinari, ma per oggi basta: è il momento del relax in piscina per Matilde (e per noi!).

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🚗 Percorrenza:  312 km
🥾 Trekking: Bright Angel Trail fino 1.5 Mile Resthouse (dislivello ~300m)
🛣️ Tappe: Bright Angel Trail – Point est Grand Canyon
🛏️ Pernottamento: Rodeway Inn Page  (147$  2 notti)

Potrebbe interessarti la nostra guida su come visitare il Grand Canyon con bambini.

Grand Canyon - Bright Angel trail - Usa on the road parchi
Grand Canyon - Bright Angel trail ©PassiePedali
Bright angel trail - Grand Canyon
Dentro al Canyon ©PassiePedali

Giorno 8: Horseshoe Bend, Glen Canyon e la magia dell'Antelope Canyon

Il nostro tour al Lower Antelope Canyon è prenotato per le 15:30, quindi abbiamo la mattinata libera per scoprire Page.

Prima tappa: Horseshoe Bend, una delle attrazioni da non perdere a Page. Arriviamo presto, con poca folla. Il sentiero è breve e Matilde, oggi piena di energie, lo percorre tutta di corsa! La vista è incredibile: le foto non rendono giustizia alla grandiosità di questo posto.

Dopo una breve sosta al Glen Canyon Dam Overlook (carino, ma meno spettacolare dopo Horseshoe), ci dirigiamo verso Lone Rock Beach nel Glen Canyon National Recreation Area. È il nostro terzo parco americano! Stiamo per iniziare il nostro picnic quando, però, un vento fortissimo solleva nuvole di sabbia, costringendoci a un pasto frettoloso.

Timbro al Visitor Center e poi via per il tour del Lower Antelope Canyon. Il posto è spettacolare, ma il turismo di massa si fa sentire: tour affollati e guide un po’ stressate.

Prima di tornare in hotel, una piccola deviazione per la grotta nascosta dietro il distributore Shell: il trucco per la foto perfetta funziona, e lo scatto è super Instagrammabile. Un’ottima idea per un itinerario a Page di un giorno se avete tempo residuo.

Serata in piscina per Matilde e ritiro del 4×4: domani ci aspetta White Pocket, un’avventura in totale autonomia!

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🚗 Percorrenza:  55 km
🛣️ Tappe: Horseshoe Bend – Glen Canyon Dam -Glen Canyon national recreation area – Lone Rock Beach – Lower Antelope Canyon – Grotta Shell
🛏️ Pernottamento: Rodeway Inn Page  (147$  2 notti)

Horseshoe bend - Page cosa vedere
Horseshoe bend ©PassiePedali
Glen Canyon - Cosa vedere a Page
Glen Canyon ©PassiePedali
Lower Antelope Canyon - Parchi Usa Ovest
Lower Antelope Canyon ©PassiePedali
Lower Antelope Canyon - Itinerario parchi Usa
Dentro al Canyon ©PassiePedali
Antelope Canyon lower - Cosa vedere in Arizona
Matilde ed Esma ©PassiePedali

Giorno 9: L'avventura in 4x4 a White Pocket e la notte stellata a Goosenecks state park

La sveglia suona alle 5 del mattino, non c’è possibilità di rigirarsi nel letto: bisogna mettersi in strada per il tanto sognato White Pocket. Il cielo butta proprio male, non piove ancora ma si vedono temporali da tutte le parti. La cosa che più ci tranquillizza è che la ragazza del noleggio ci ha detto che in caso di pioggia la sabbia diventa più facile da affrontare. 

La strada che porta dentro al Vermilion Cliffs è spettacolare: con quel cielo temporalesco rende ancora di più. Passiamo anche sopra un ponte Navajo storico da cui si vede il fiume Colorado con dei colori pazzeschi. Entriamo nella prima parte dello sterrato, quella più semplice: con quel fuoristrada si viaggia alla grande. Gli ultimi 10 km però sono in sabbia pura con tratti anche su roccia: che nessuno si avventuri qui con un normale SUV, si insabbierebbe sicuro! 

Dopo 2h15′, arriviamo al parcheggio. Siamo soli, e inizia a piovere.

Indossato il goretex, esploriamo questo labirinto di roccia colorata: una meraviglia geologica che ci lascia a bocca aperta. Dopo mezz’ora smette di piovere e il drone decolla, regalandoci riprese incredibili di questo paradiso in solitaria.

Rientriamo a Page per restituire il 4×4, pranziamo e partiamo per la Monument Valley. Ci fermiamo per la foto obbligatoria sulla Forrest Gump Road e raggiungiamo il Goosenecks State Park per il tramonto.

Ci accampiamo sul bordo del canyon: l’atmosfera è magica, lontana dal turismo di massa. Dopo cena, mettiamo Matilde a letto e ci godiamo uno dei cieli stellati più incredibili che abbiamo mai visto. Domani ci aspetta l’iconica Monument Valley!

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🚗 Percorrenza: 535km
🏜️ Tappe: White Pocket – Forrest Gump Road – Goosenecks State Park
Pernottamento: Campeggio Goosenecks State Park (10$)

Se vuoi scoprire un luogo unico nel tuo itinerario dei parchi dell’ovest USA, leggi la nostra guida al White Pocket in Arizona.

White Pocket Arizona
White Pocket ©PassiePedali
White Pocket - cosa vedere in Arizona
White pocket ©PassiePedali
Forrest Gump point - cosa vedere vicino alla Monument Valley
Forrest Gump point ©PassiePedali
Gooseneck state park - cosa vedere vicino alla Monument Valley
Gooseneck state park ©PassiePedali
Gooseneck state park stars
Stelle al Gooseneck state park ©PassiePedali

Giorno 10: Dalla Monument Valley alla sorprendente Valley of the Gods

La nostra “camperizzazione” fai-da-te del suv si rivela un mezzo disastro: Matilde dorme alla grande, noi molto meno. Ci svegliamo comunque alle 7 e facciamo colazione con una vista mozzafiato sul Goosenecks State Park prima di dirigerci verso la tanto attesa Monument Valley.

La strada sterrata all’interno del parco Navajo è in realtà ben tenuta e percorribile con attenzione. Tuttavia, con nostra grande sorpresa, la famosa Monument Valley non ci fa scattare la fatidica scintilla. Forse le aspettative erano troppo alte, forse siamo stati viziati dalla magia solitaria di White Pocket, o forse siamo semplicemente stanchi.

Usciamo verso le 11:30 e ci spostiamo verso la Valley of the Gods, definita la sua “sorella minore”. Dopo un pranzo al sacco, esploriamo questa valle e… ci incanta! È spettacolare, deserta e selvaggia, uno dei luoghi più autentici del nostro itinerario tra i parchi USA.

Lasciata la valle alle 15, ci mettiamo in viaggio verso Moab. La speranza è un tuffo ristoratore in piscina, ma all’arrivo scopriamo con amarezza che è chiusa. Delusione generale, soprattutto per Matilde. Ripieghiamo su un fantastico parco giochi cittadino, che ci consola con strutture da sogno.

La giornata finisce presto, con tutti a letto per le 9. Domani ci aspetta l’Arches National Park!

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🚗 Percorrenza: 360km
🏜️ Tappe: Goosenecks State Park – Monument Valley – Valley of the Gods – Moab
🛏️ Pernottamento:  Inca Inn Moab (151$  2 notti)

Monument Valley - Itinerario parchi Usa Ovest
Monument Valley ©PassiePedali
Valley of the Gods - itinerario Usa ovest
Valley of the Gods - Drone view ©PassiePedali

Giorno 11: Arches National Park

Arches National Park è uno dei parchi che aspettavamo di più nel nostro itinerario parchi USA, e per goderselo serve calzare scarpe da trekking.
Alle 7:30 siamo già dentro, diretti al sentiero per il Delicate Arch. Il trail è piuttosto anonimo… finché non ci si para davanti l’arco: un vero “WOW” collettivo! Nonostante la folla, l’atmosfera è rispettosa e si scattano foto senza problemi.

Alle 10:30, con il caldo che inizia a farsi sentire, affrontiamo un altro trekking: il Devil’s Garden Trail. È spettacolare! Ci fermiamo però allo Landscape Arch (enorme!), perché Matilde ha fame e le temperature sono ormai proibitive.

Torniamo in motel per un pranzo e un riposino pomeridiano di due ore: la stanchezza inizia a farsi sentire. Nel pomeriggio portiamo Matilde al super parco giochi di Moab e poi ceniamo prestissimo al food truck, così da poter rientrare ad Arches col fresco.

La scelta si rivela azzeccata: torniamo ad Arches per il tramonto e il parco si trasforma. Visitiamo i viewpoint di Park Avenue e La Sal Mountains e restiamo fino a quando il cielo si riempie di stelle. Momenti così ci fanno sentire felici e fortunati: una delle tappe più emozionanti del nostro road trip tra i parchi USA.

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🚗 Percorrenza: 103km
🥾 trekking: delicate arch trail (4.8 km a/r – dislivello 185m) – devil’s garden fino a landscape arch (3 km a/r – dislivello 50m) 
🏜️ Tappe: Arches National park (Delicate Arch – Landscape Arch – Park Avenue – La Sal Mountains Viewpoint)
🛏️ Pernottamento:  Inca Inn Moab (151$  2 notti)

©PassiePedali
Landscape Arch - Arches National Park
Landscape Arch ©PassiePedali
Park Avenue - Arches National Park
Park Avenue - Arches National Park ©PassiePedali
La Sal Mountains - Arches National Park
La Sal Mountains - Arches National Park ©PassiePedali

Giorno 12: Canyonlands - L'ingresso epico via Shafer Trail

Un’altra giornata tra le più attese: oggi entriamo a Canyonlands per la porta più spettacolare, la Potash Road + Shafer Trail. Dopo una colazione rapida, partiamo e subito consumo la prima batteria del drone sulla strada lungo il fiume Colorado, già super scenica.

Pochi km ed inizia lo sterrato: siamo soli, in un silenzio irreale. Il fondo non è perfetto, ma i paesaggi sono indescrivibili. Ci ritroviamo nel Dead Horse Point State Park, proprio sotto il famoso dirupo di Thelma & Louise. Le cose più belle, qui, si conquistano lontano dalla folla.

Poi, la salita mozzafiato della Shafer Trail: lo sterrato è buono, basta non guardare troppo giù nel vuoto. Raggiunto l’asfalto, puntiamo verso Grand View Point, che purtroppo troviamo chiuso. Ci accontentiamo di un pranzo all’ombra in un’area picnic con vista sublime.

Dopo pranzo visitiamo gli altri viewpoint e usciamo dal parco stra-soddisfatti: è meno affollato di altri, ma forse uno dei più spettacolari visti finora.

La giornata si chiude a Green River, base per l’esplorazione di Cathedral Valley. A Green River non c’è molto, una cena informale davanti alla piscina è il finale perfetto. Domani un’altra apoteosi di questo on the road!

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🚗 Percorrenza: 202km 
🏞️ Tappe: Potash Road – Shafer Trail – Dead Horse Point (visto dal basso) – Canyonlands (Island in the Sky)
🛏️ Pernottamento: Motel 6-Green River (63$)

Potash Road - Usa on the road
Potash Road ©PassiePedali
Thelma and Louise point - Dead Horse state park
Thelma and Louise point - Dead Horse state park ©PassiePedali
Shafer road - cosa vedere a Canyonland
Shafer road ©PassiePedali
Canyonlands - Usa on the road
la vastità di Canyonland ©PassiePedali
Mesa Arch - Canyonlands - Itinerario parchi Usa ovest
Mesa Arch - Canyonlands ©PassiePedali

Giorno 13: Cathedral Valley e Capitol Reef

Sveglia all’alba per esplorare la remota Cathedral Valley, una delle tappe più incredibili del nostro itinerario parchi USA, nel Capitol Reef National Park.
La prima tappa è la Mars Research Site e le Bentonite Hills: sembra davvero di essere su un altro pianeta, in una solitudine surreale. I colori sono pazzeschi e il drone li esalta ulteriormente. Matilde è convinta di essere su Marte, e dopo aver visto le Bentonite Hills le promettiamo: “Ora andiamo sulla Luna!”.

Manteniamo la promessa imboccando la Factory Butte Road verso il Moon Overlook e Factory Butte. Un posto assurdo dove l’incontro con un fotografo newyorkese ci regala uno scatto memorabile.

Dopo una mattina da brividi, pranziamo e riposiamo al campeggio di Fruita. Il pomeriggio è dolce: torte alla Gifford Homestead in compagnia di daini e cervi.

Ma l’anniversario merita un finale epico: ci lanciamo verso i Temple of the Sun and Moon per il tramonto. Un’ora e mezza di sterrato che percorriamo con la sicurezza ormai da veterani. Come sempre, nei luoghi più incredibili non c’è anima viva.

La Cathedral Valley nel suo insieme ci ha fatti impazzire: forse il posto più bello di tutto il viaggio e una delle esperienze più autentiche del nostro itinerario nei parchi USA.
Rientrati al campeggio, ci godiamo le stelle con una birra messicana: non potevamo chiedere di più per il nostro anniversario.

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🚗 Percorrenza: 320km 
🪐 Tappe: Mars Research Site – Bentonite Hills – Factory Butte – Moonscape Overlook – Temple of the Sun/Moon
⛺ Pernottamento: Fruita Campground, Capitol Reef (25$)

Bentonite Hills Utah
Bentonite Hills ©PassiePedali
Factory Butte Utah
Factory Butte ©PassiePedali
Moonscape Overloock - Utah
Moonscape Overloock ©PassiePedali
Cathedral Valley Utah - Usa on the road
Temple of the Moon and the Sun ©PassiePedali

Giorno 14: Verso Bryce Canyon, una giornata di transizione e relax

Fortunatamente non campeggeremo piu in questa vacanza, ci svegliamo stanchi ma soddisfatti: abbiamo visto tutto ciò che la Cathedral Valley poteva offrire. Colazione e via, in direzione Bryce Canyon attraverso la spettacolare strada panoramica che passa da Escalante.

Con Matilde un po’ stanca e lamentosa, decidiamo di non fermarci ai viewpoint e di concederci una giornata più tranquilla. Arrivati a Bryce, ci limitiamo a esplorare alcuni punti panoramici più distanti dall’anfiteatro principale, riservando le attrazioni principali per il giorno successivo.

La sera programmiamo con cura il trekking dell’indomani: sveglia all’alba a Sunset Point (ci hanno detto che per un curioso errore i nomi sono invertiti con Sunrise Point) per percorrere il Navajo Loop combinato con il Queen’s Garden Trail.

Alle 21 siamo già tutti a letto: domani ci aspetta un’altra giornata memorabile!

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🚗 Percorrenza: 280km 
🏞️ Tappe: Scenic Byway 12 – Escalante – viewpoint Bryce Canyon
🛏️ Pernottamento: Rodeway Inn Bryce Canyon (131$ 2 notti)

Giorno 15: L'alba magica a Bryce Canyon e il trekking tra gli hoodoos

Sveglia alle 5:45 per l’alba a Bryce Canyon. Alle 6:40, mentre il cielo si tinge di rosa e arancio, siamo già a Sunset Point (dove, ironia della sorte, si vede l’alba migliore!). Matilde si sveglia appena in tempo per lo spettacolo: gli hoodoos si accendono di mille sfumature, come dipinti uno a uno.

Dopo colazione, iniziamo il trekking Navajo Loop combinato con Queen’s Garden Trail. Scendiamo tra le alte pareti di roccia del Navajo Loop – una discesa ripida che Matilde affronta da sola, piena di energia. Risaliamo dal Queen’s Garden, completando un anello spettacolare.

Con ancora energia, visitiamo Bryce Point e Inspiration Point per altre viste mozzafiato sull’anfiteatro. Pranzo e riposo pomeridiano a Panguitch.

Serata tranquilla e a nanna presto: domani ci aspetta Zion e l’Angel’s Landing!

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🚗 Percorrenza: 70km 
🥾 Trekking: Navajo Loop + Queen’s Garden Trail (circa 5.5 km – dislivello 180m)
🏞️ Tappe: Sunset Point (alba) – Navajo Loop – Queen’s Garden – Bryce Point – Inspiration Point
🛏️ Pernottamento: Rodeway Inn Bryce Canyon (131$ 2 notti)

Alba al Bryce canyon - itinerario parchi Usa ovest
Alba al Bryce ©PassiePedali
Navajo loop - Bryce Canyon
Navajo loop - Bryce Canyon ©PassiePedali
Alberi dentro al Bryce canyon
Dentro al Bryce Canyon ©PassiePedali

Giorno 16: Dallo Zion alle luci folli di Las Vegas

Il giorno dell’impresa più attesa: Angel’s Landing a Zion National Park. La sveglia delle 4 non suona, ma per fortuna un istinto ci sveglia alle 4.20: si vola! Alle 5.55 siamo al Visitor Center, il parcheggio è già mezzo pieno. Con la seconda navetta raggiungiamo Grotto Trailhead e iniziamo l’ascesa.

1h17′ dopo, siamo in vetta. Dopo mesi di attesa da quando abbiamo vinto la lotteria, con quel dubbio costante: “ce l’avremmo fatta con Matilde?”. Essere lì, finalmente, a guardare il mondo da quell’affilata cresta di roccia con nostra figlia al sicuro nel marsupio, è un’emozione indescrivibile – la realizzazione di un sogno che porteremo per sempre nel cuore.

Scendiamo e direzione Las Vegas! Alle 13 siamo già a Las Vegas. Facciamo il check-in al Circus Circus: ci cambiamo al volo e ci fiondiamo in piscina. Gli scivoli e l’area splash sono top, ci divertiamo tantissimo. Verso le 18 usciamo e cominciamo a risalire la Strip. Siamo già in pieno mood Las Vegas: dopo 16 giorni di natura e trekking, è ora di abbandonarci al divertimento. Ceniamo lungo la Strip, vediamo lo spettacolo delle fontane del Bellagio, passiamo davanti al Venetian e arriviamo fino al famoso finto temporale (decisamente trash, ma divertente da vedere). Alle 23.30 rientriamo sfiniti al Circus: il Garmin segna 34 km percorsi nella giornata. Una follia, ma che giornata indimenticabile!

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🚗 Percorrenza: 380km 
🥾 Trekking: Angel’s Landing (9,50km A/R, dislivello 500m)
🏞️ Tappe: Zion National Park – Las Vegas
🛏️ Pernottamento: Circus circus Las Vegas (180$ 2 notti)

Angels Landing - Zion - itinerario parchi Usa ovest
Angels Landing - Zion ©PassiePedali
Venetian - Las Vegas
Venetian - Las Vegas ©PassiePedali
spettacolo fontane Bellagio - cosa vedere a Las Vegas
spettacolo fontane Bellagio ©PassiePedali

Giorno 17: Magia e divertimento a Las Vegas

Oggi ci regaliamo una giornata senza programmi. Mentre controllo il telefono, scopro per caso i biglietti per il Cirque du Soleil: faccio una sorpresa alle ragazze, prenotandoli all’ultimo minuto! Esma è al settimo cielo: un sogno che si realizza.

Iniziamo la giornata risalendo la Strip da sud. Visitiamo il New York New York, con la sua riproduzione di Manhattan, poi entriamo nel lussuoso Bellagio per ammirarne le decorazioni. Tappa veloce e gratuita al Flamingo Garden per vedere i fenicotteri rosa.

Pomeriggio di puro divertimento in piscina e agli scivoli del Circus Circus.

Alle 18, via verso il Treasure Island Hotel per lo spettacolo “Mystère” del Cirque du Soleil. Con un secchiello di popcorn in mano, restiamo a bocca aperta per due ore: uno show incredibile, che vale ogni centesimo.

Chiudiamo la serata con lo spettacolo gratuito del Wynn, breve ma suggestivo. Rientriamo stanchi ma felicissimi: Las Vegas ci ha stupito e divertiti più di ogni aspettativa.

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🎰 Tappe: Las Vegas
🛏️ Pernottamento: Circus circus Las Vegas (180$ 2 notti)

Paris - Las Vegas
Paris - Las Vegas ©PassiePedali
Cirque du Soleil - Las Vegas
Cirque du Soleil ©PassiePedali

Giorno 18: Death Valley

Lasciamo presto la città per affrontare una delle tappe più affascinanti e calde del nostro road trip tra i parchi americani: la Death Valley National Park.

Prima tappa: Dante’s View, a 1.600 metri d’altezza. Il panorama sulla valle è mozzafiato, e il caldo è più sopportabile. Decidiamo di visitare Zabriskie Point e 20 Mule Team Canyon nel pomeriggio.

Scendiamo al fondovalle: al Visitor Center il termometro segna 46°C! L’aria è un fon acceso in faccia. Dopo pranzo, con Matilde addormentata in auto, visitiamo in tranquillità le formazioni color ocra del 20 Mule Team Canyon e l’iconico Zabriskie Point.

Proseguiamo verso Artist’s Palette, dove le montagne sfoggiano incredibili sfumature di verde, viola e rosso. Ultima tappa alla Badwater Basin, a 86 metri sotto il livello del mare: una distesa di sale bianchissimo che abbaglia.

La Death Valley ci ha sorpresi: un paesaggio estremo ma affascinante, che vale assolutamente la visita.

Verso le 16.30 partiamo per Porterville, ma un incidente ci blocca per oltre due ore. Arriviamo all’hotel a mezzanotte e mezza, sfiniti. Domani nessuna sveglia: ci alzeremo quando vorremo!

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🚗 Percorrenza: 760km 
🏜️ Tappe: Dante’s View – Zabriskie Point – 20 Mule Team Canyon – Artist’s Palette – Badwater Basin
🛏️ Pernottamento: Motel 6-Porterville (67$)

Death Valley strada
Death Valley ©PassiePedali
Dante's View - Death Valley - itinerario parchi Usa
Dante's View - Death Valley ©PassiePedali
Artist palette - Death Valley
Artist palette - Death Valley ©PassiePedali

Giorno 19: Tra i giganti del Sequoia National Park

Oggi visitiamo il nostro dodicesimo e ultimo parco nazionale: il Sequoia National Park. Dopo un’ora di strada di montagna, arriviamo all’ingresso con un unico desiderio: incontrare un orso!

Iniziamo con il sentiero di Moro Rock, circa 1 km in salita fino a una roccia panoramica. La vista è bella, ma per noi abituati alla montagna non è niente di eccezionale. Ci concediamo poi la foto turistica sotto il celebre Tunnel Log.

Per pranzo, scegliamo la High Sierra Picnic Area, nota per gli avvistamenti di orsi. Su ogni tavolo ci sono indicazioni su come comportarsi, e pranziamo con lo sguardo vigile… ma niente orsi!

Nel pomeriggio, ci dedichiamo alle sequoie giganti. Dal General Sherman Tree, l’albero più grande del mondo per volume, percorriamo il Congress Trail e proseguiamo lungo il meno battuto Alta Trail fino al Giant Forest Museum. Sono circa 7 km di pura meraviglia: camminare tra questi giganti ci fa sentire piccolissimi. 

Al museo, Matilde timbra per l’ultima volta il suo passaporto dei parchi. Con la navetta rientriamo all’auto e partiamo per Fresno, dove pernottiamo per spezzare il viaggio verso San Francisco.

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🚗 Percorrenza: 250km 
🌲 Tappe: Moro Rock – Tunnel Log – General Sherman Tree – Congress Trail – Alta Trail – Giant Forest Museum
🛏️ Pernottamento: Piccadilly Inn Airport – Fresno (72$)

Sequoia National Park - Itinerario parchi Usa
Sequoie giganti ©PassiePedali
Tunnel Log - Sequoia National Park
Tunnel Log - Sequoia National Park ©PassiePedali

Giorni 20 e 21: San Francisco

Il trasferimento verso San Francisco è breve e tranquillo. Arriviamo in città per pranzo e ci sistemiamo nel nostro hotel comodissimo su Lombard Street, con il grande pregio di avere il parcheggio incluso.

Il primo impatto con la città è magnifico: cielo limpido e temperatura mite ci accolgono mentre raggiungiamo a piedi Fisherman’s Wharf. La passeggiata lungo il mare fino al Pier 39 è piacevolissima, i leoni marini sono lì, pigramente distesi al sole, anche se il ricordo dell’incontro a La Jolla Cove resta più vivido.

Curiosa la sosta in un negozio di Natale in piena estate, con Matilde che si nasconde dalla gigantesca statua di Babbo Natale! La salita verso Coit Tower attraverso le caratteristiche colline ci regala panorami sempre più belli su tutta la baia. Scendiamo poi verso Chinatown, un vero tuffo in Oriente, dove ceniamo in un ristorante autentico spendendo pochissimo.

Il rientro in hotel attraverso Little Italy e i famosi tornanti di Lombard Street è faticoso col passeggino, ma ogni passo nella “città collina” ci regala scorci unici.

Il giorno seguente affrontiamo la città con metodo, sfruttando al massimo il comodissimo abbonamento giornaliero ai mezzi. Prima tappa il mitico Golden Gate Bridge: lo ammiriamo da ogni angolazione dal basso al Fort Point, poi camminando direttamente sul ponte. Con grande sorpresa, otteniamo il permesso per far volare il drone e immortaliamo questo momento magico.

Il percorso prosegue lungo la costa fino alle suggestive rovine delle Sutro Baths e alla vasta Ocean Beach. Nel Golden Gate Park ci perdiamo tra giardini e laghetti, arrivando fino al recinto dei bisonti – un incontro inaspettato!

Il pomeriggio è dedicato all’esplorazione dei quartieri più caratteristici: Haight-Ashbury, dove respirare l’eredità hippie; il vivace Castro, cuore della comunità LGBTQ+; e il coloratissimo Mission District con i suoi murales.

Nel tardo pomeriggio facciamo una sosta al memoriale di Martin Luther King e visitiamo la zona di Union Square. Grande sorpresa: il Salesforce Park, un’oasi sospesa sopra la città che non era nei nostri piani ma che ci conquista.

Chiudiamo la giornata con un giro sulla ruota panoramica al Fisherman’s Wharf al tramonto. San Francisco ci lascia stanchi ma entusiasti, una città che sa mescolare natura, storia e innovazione in modo unico.

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 🏙️ Tappe principali: Golden Gate Bridge – Fisherman’s Wharf – Pier 39 – Coit Tower – Quartieri (Haight-Ashbury, Castro, Mission, little Italy, Chinatown, Union Square) – Salesforce Park – Sutro Baths
🛏️ Pernottamento: Town House motel (190$ 2 notti)

Pier 39 - Cosa vedere a San Francisco
Pier 39 ©PassiePedali
San Francisco - Downtown itinerario Usa ovest
Vista Downtown ©PassiePedali
Union Square - Cosa vedere a San Francisco
Union Square ©PassiePedali
Golden Gate - Itinerario San Francisco
Golden Gate©PassiePedali
Hight Husbury - Cosa vedere a San Francisco
Hight Husbury ©PassiePedali
Castro - Cosa vedere a San Francisco
Castro ©PassiePedali

Giorno 22: Sulla strada per Los Angeles: Carmel-by-the-Sea e Morro Bay

Si riparte on the road: abbiamo ancora qualche giorno di vacanza e dobbiamo raggiungere Los Angeles, ma senza fretta, per assaporare fino all’ultimo la magia del nostro itinerario tra i parchi USA e la costa californiana.

Percorriamo la mitica Highway 1 fino a Carmel-by-the-Sea, un incantevole villaggio da favola. La sua spiaggia è un gioiello: ampia, dorata e tranquilla. L’acqua è insolitamente calma e ci regaliamo un bagno rinfrescante, pranzando con vista sull’oceano.

Nel primo pomeriggio ripartiamo. Purtroppo la Big Sur è ancora chiusa, quindi optiamo per l’alternativa panoramica della Carmel Valley Road, una strada di montagna che attraversa colline verdeggianti e vigneti.

Una deviazione ci porta fino a Morro Bay, dove ci aspetta uno spettacolo unico: l’imponente Morro Rock che si staglia nell’oceano e un gruppo di lontre marine che nuotano placide nella baia.

Dopo queste meraviglie, raggiungiamo Lompoc per cena. Una sosta perfetta: i motel hanno prezzi convenienti e la posizione è ideale per spezzare il viaggio verso Los Angeles, ultima tappa del nostro road trip negli Stati Uniti.

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🚗 Percorrenza: 550km 
🏖️ Tappe: Carmel-by-the-Sea – Carmel Valley Road – Morro Bay
🛏️ Pernottamento: Inn of Lompoc (74$)

Carmel By the Sea - Ovest Usa On the road
Carmel By the Sea ©PassiePedali

Giorno 23: Santa Barbara e Malibu

Oggi ci spostiamo verso Los Angeles per il nostro soggiorno finale di due notti.

La prima sosta è Solvang, a pochi minuti da Lompoc. Questo villaggio è una bomboniera danese, fondato da immigrati scandinavi. Passeggiare tra i suoi mulini a vento e le casette a graticcio è un tuffo in Europa, un contrasto delizioso con il paesaggio californiano.

Ripartiamo e in meno di un’ora raggiungiamo Santa Barbara, con la sua architettura coloniale spagnola, gli edifici bianchi e i tetti rossi. Una breve passeggiata lungo l’oceano ci permette di assorbire la sua atmosfera elegante e rilassata prima di riprendere il viaggio.

Puntiamo poi verso due icone della costa di LA: Malibu e Santa Monica. A Malibu ci fermiamo a El Matador Beach. Fare spiaggia con Matilde è un caos gioioso di sabbia e onde, un momento per riflettere su questo incredibile viaggio.

Nel tardo pomeriggio, il clou: Santa Monica Pier. Parcheggiamo a poca distanza, facciamo scorta di snack e birre al Target e ci sistemiamo in spiaggia per un tramonto spettacolare. Non ci facciamo perdere neanche un giro sulla ruota panoramica e la foto di rito al cartello “End of the Trail”, il punto finale della mitica Route 66. Dopo averne percorsi tanti tratti, è un omaggio doveroso.

Raggiungiamo infine il nostro motel, una sistemazione conveniente a pochi passi dal centro.

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🚗 Percorrenza: 250km 
🏖️ Tappe: Solvang – Santa Barbara – Malibu (El Matador Beach) – Santa Monica Pier
🛏️ Pernottamento: Travel Inn Downtown LA (178$ 2 notti)

Solvang - Cosa vedere in un viaggio on the road in California
Solvang ©PassiePedali
Route 66 End of the trail - Santa Monica
Route 66 End of the trail - Santa Monica ©PassiePedali
Matador Beach - Malibu
Matador Beach - Malibu ©PassiePedali
Santa Monica - Cosa vedere a Los Angeles
Tramonto a santa Monica ©PassiePedali

Giorni 24 e 25: Los Angeles

Iniziamo la giornata con il Getty Museum: una struttura spettacolare, con terrazze panoramiche e collezioni incredibili. L’ingresso è gratuito con prenotazione, ma il parcheggio ufficiale costa 25$. La nostra soluzione geniale? Parcheggiamo gratis a un chilometro di distanza e raggiungiamo il museo a piedi.

Proseguiamo verso Beverly Hills: ville da sogno e Rodeo Drive con le sue boutique di lusso. Non è proprio il nostro mondo, ma vedere le Lamborghini sfilare è comunque uno spettacolo!
A Downtown Los Angeles ammiriamo il futuristico Walt Disney Concert Hall e l’atmosfera vivace di Little Tokyo.

La sera ci spostiamo al Griffith Observatory per il tramonto: vista mozzafiato sulla città e location perfetta per fotografare il celebre cartello di Hollywood. Consiglio pratico: non arrivate tardi, i parcheggi si riempiono in fretta! A noi è toccato lasciare l’auto in basso e affrontare una bella camminata dopo un’ora di tentativi a vuoto.

Rientrati in hotel, mettiamo Matilde a letto e iniziamo a svuotare la macchina. È uno dei momenti più malinconici del viaggio: ritrovarsi tra le mani tutte le nostre cose, quelle stesse che per quasi un mese sono state la nostra casa. Ogni borsa, ogni bottiglia d’acqua, ogni mappa stropicciata racconta un pezzo del nostro itinerario tra i parchi USA.

L’ultimo giorno facciamo colazione in camera e ci dedichiamo alle tappe finali: le stelle di Hollywood Boulevard, forse più iconiche che emozionanti, e poi Venice Beach, con il suo celebre skate park, gli artisti di strada e l’atmosfera californiana che abbiamo amato.
Scopriamo anche il tranquillo quartiere dei canali di Venice, un piccolo gioiello che sembra lontano anni luce dal caos di Los Angeles.

Ci godiamo le ultime ore con i piedi nella sabbia prima di dirigerci all’aeroporto. Restituire l’auto è come salutare un’amica: ci ha accompagnati per 25 giorni tra deserti, canyon e oceani, lungo un road trip negli Stati Uniti che resterà per sempre nei nostri cuori.

Mentre Matilde si addormenta sullo shuttle, ci guardiamo con un misto di tristezza e gratitudine. Sappiamo che questo non è un addio, ma solo un “arrivederci” al nostro prossimo viaggio on the road.

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🏖️ Tappe: Tappe: Getty Museum – Beverly Hills – Walt Disney Concert Hall – Little Tokyo- Griffith Observatory – Hollywood – Venice Beach
🛏️ Pernottamento: Travel Inn Downtown LA (178$ 2 notti)

Getty museum - Cose da non perdere a Los Angeles
Getty museum ©PassiePedali
Rodeo Drive - Los Angeles
Rodeo Drive ©PassiePedali
Hollywood Sign - Los Angeles
Hollywood Sign ©PassiePedali
Hollywood Micheal Jackson
Hollywood stella di Micheal Jackson ©PassiePedali
Venice - cosa vedere a Los Angeles
Venice canali ©PassiePedali
Venice Beach - Itinerario ovest Usa - Los Angeles
Venice beach ©PassiePedali

Il nostro viaggio on the road nei parchi USA e nelle città dell'ovest: INFO UTILI e Costi

Ecco tutti i dati, i costi reali e i trucchi che ci hanno permesso di organizzare questo incredibile viaggio di 25 giorni negli Stati Uniti senza spendere una fortuna. Se state progettando anche voi un itinerario tra i parchi USA, queste informazioni vi torneranno utilissime.

Periodo del viaggio: 7 – 31 Agosto 2025

✈️ Volo

  • Compagnia Aerea: Finnair (scalo a Helsinki).
  • Prezzo Biglietto A/R: 560 Euro a persona.
  • Prenotazione: Fatta a Novembre 2024 (circa 9 mesi prima).
  • La Nostra Esperienza: Aerei nuovi e confortevoli, più spaziosi di altre compagnie. L’unico punto a sfavore è la scelta limitata del menu incluso; le alternative sono a pagamento.

Per trovare le offerte migliori, confrontate sempre i prezzi su siti come Kiwi.com o Skyscanner.

🚗 Noleggio Auto

  • Compagnia e Modello: Nissan Rogue (SUV) prenotata con Dollar tramite DiscoverCars.
  • Costo Totale (25 giorni): 975 Euro.
  • Perché un SUV? Essenziale per affrontare in sicurezza e serenità le strade sterrate più spettacolari, come  Valley of the GodsShafer Trail.

🏨 Alloggi

Ci siamo affidati completamente a Booking.com, applicando una strategia precisa:

  • Prenotazione Anticipata: Abbiamo prenotato tutti gli hotel diversi mesi prima.
  • Monitoraggio dei Prezzi: Controllavamo periodicamente le stesse strutture: se il prezzo scendeva, prenotavamo di nuovo e cancellavamo la prenotazione vecchia.
  • Caratteristica Chiave: Abbiamo sempre cercato strutture con la piscina. Dopo una giornata di trekking o di guida, un tuffo rigenerante è impagabile e ha fatto la differenza.
  • Rapporto Qualità-Prezzo: Possiamo consigliare tutti gli hotel in cui siamo stati. Una scelta oculata qui può farti risparmiare centinaia di euro su un viaggio così lungo.

🍽️ Cibo: Il Segreto Più Grande per Contenere le Spese

Il costo dei ristoranti è il “killer” del budget di un viaggio negli USA. Ecco la nostra soluzione, che ci ha fatto risparmiare una cifra enorme:

  • Fornello da Campeggio: Abbiamo comprato da Walmart un fornelletto e un pentolino per pochi dollari. È stato il nostro migliore investimento, permettendoci di prepararci di tutto direttamente in hotel.
  • Colazione “Fai da Te”: Latte, cereali, yogurt e frutta comprati al supermercato sono stati i nostri migliori alleati. Fortunatamente, in tutti gli hotel in cui siamo stati il caffè era incluso.
  • Pranzo: Spesso facevamo picnic nei parchi con panini, insalate e frutta.
  • Supermercato: I reparti “ready-to-eat” dei supermercati (come Walmart o Safeway) sono una manna. Si trova praticamente di tutto.
  • Cooler: Comparto da Walmart per pochi dollari, imperdibile per avere bevande fredde e conservare alimenti. In tutti gli hotel dove siamo stati era presente il distributore di ghiaccio gratuito
  1. In sintesi: Mangiare sempre al ristorante per 25 giorni sarebbe costato una fortuna. Con il nostro sistema abbiamo speso in media 25-30$ al giorno per famiglia invece degli 80-100$ che avremmo speso solo per un pranzo al ristorante.

Conclusione

Se stai sognando un viaggio on the road tra i parchi USA, salva questo itinerario di 25 giorni e inizia a pianificare il tuo sogno americano.
Per qualsiasi dubbio o consiglio scrivici su Instagram o lascia un commento qui sotto: ci fa sempre piacere condividere esperienze tra viaggiatori!

Altre letture per un viaggio on the road negli Usa

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Escursione al lago Bovilla vicino Tirana

Lago di Bovilla: Una meraviglia nei dintorni di Tirana

Chi ha seguito le nostre stories su Instagram sarà rimasto colpito dalla nostra ultima escursione in Albania!
Era da tempo che sognavamo di vedere il Lago di Bovilla, a due passi da Tirana, ma tra una cosa e l’altra non c’era mai stata occasione. I nostri viaggi in Albania, ultimamente, sono stati sempre veloci, mordi e fuggi. Ma questa volta ce l’abbiamo fatta  ed è stato spettacolare!

In questo articolo vi raccontiamo tutto quello che c’è da sapere per visitare il Lago di Bovilla, come arrivarci da Tirana, cosa vedere e perché secondo noi è un’escursione che non dovreste assolutamente perdere se vi trovate in Albania.

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Dove si trova il Lago di Bovilla e perché visitarlo

Il Lago di Bovilla, noto anche come Bovilla Reservoir, si trova a circa 15–16 km a nord-est di Tirana, incastonato all’interno del Parco Nazionale del Monte Dajti. È un bacino artificiale di circa 4,6 km², creato negli anni ’90 per fornire la maggior parte dell’acqua potabile alla capitale albanese. Circondato da colline scoscese, canyon e vette montane, è una vera oasi verde a pochi passi dalla città.

Questo luogo è perfetto per chi cerca un’escursione da fare nei dintorni di Tirana, tra relax nella natura e panorami mozzafiato. Oltre a camminare fino al celebre viewpoint sul Monte Gamti, potete fermarvi a pranzare al ristorante di Bovilla, una terrazza panoramica con una vista incredibile sul lago: un modo perfetto per gustarsi la giornata senza fretta, immersi nel silenzio delle montagne.

Lago Bovilla vista drone
Vista drone ©PassiePedali

Come raggiungere il Lago di Bovilla da Tirana

In auto o con auto a noleggio

Noi abbiamo raggiunto il Lago di Bovilla in auto a noleggio, ed è sicuramente il modo più comodo se volete muovervi in autonomia. Si parte da Tirana seguendo la SH53 in direzione Zall‑Herr; dopo pochi chilometri la strada diventa sterrata, ma con un po’ di attenzione e andando piano non ci sono grossi problemi, a meno che non abbiate un’utilitaria molto bassa.
Per farti un esempio, noi eravamo con una Fiat Tipo e non abbiamo avuto particolari difficoltà.

Il tratto sterrato è di circa 4 km, poi si torna su asfalto per la salita fino alla diga. L’ultimo pezzo (circa 1 km) è di nuovo sterrato, piuttosto sabbioso. Se preferite, potete lasciare l’auto vicino alla diga e proseguire a piedi fino al Ristorante Bovilla, da dove parte il breve trekking verso il famoso Gamti Viewpoint, il punto panoramico più spettacolare sul lago.

In Bici

Se avete voglia di un po’ di avventura in più, potete raggiungere il Lago di Bovilla anche in bici. Dal centro di Tirana, partendo da Piazza Skanderbeg, sono circa 22 km (solo andata). 
A Tirana trovate diversi posti dove noleggiare una bici per la giornata: portate con voi acqua, protezione solare e godetevi il paesaggio!

In quad

Se cercate un’alternativa più avventurosa e divertente, il quad è sicuramente l’opzione più adrenalinica! Il terreno intorno al Lago di Bovilla si presta benissimo a questo tipo di escursione: strade sterrate, salite panoramiche e paesaggi selvaggi da vivere in libertà.

Noi non abbiamo potuto provarlo questa volta (con Matilde è ancora un po’ presto 😄), ma se non l’avete mai fatto, ve lo consigliamo assolutamente: noi ci eravamo già divertiti un sacco con il quad a Santorini, ed è stato davvero uno spasso!

Qui sotto trovate il link per noleggiare un quad al Lago di Bovilla con GetYourGuide.

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Tour organizzato

Se non avete un’auto a disposizione o volete viaggiare senza pensieri, un’escursione guidata è davvero la soluzione più comoda (e spesso anche conveniente). Di solito il tour parte con il prelievo direttamente dal vostro hotel a Tirana, a bordo di un minivan o SUV. Il viaggio fino al Lago di Bovilla dura circa un’ora, un’ora e mezza, con qualche sosta panoramica lungo il percorso. Una volta arrivati, si parte per l’escursione a piedi fino al Gamti Viewpoint, un trekking facile di circa 2 km tra andata e ritorno. Dopo aver ammirato la vista e scattato un po’ di foto, si torna a Tirana: in totale considerate circa 6–8 ore per tutta l’esperienza.

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Cosa fare al Lago di Bovilla

Il Lago di Bovilla non è solo uno specchio d’acqua da ammirare di passaggio: è un piccolo paradiso naturale perfetto per rilassarsi qualche ora lontano dal caos di Tirana. L’attività più popolare è sicuramente il breve trekking fino al Gamti Viewpoint, il punto panoramico più famoso che regala una vista spettacolare sul lago e sulle montagne circostanti.
Il sentiero è breve e non troppo difficile: circa 1 km di salita (andata) da percorrere con scarpe comode e un po’ di attenzione, soprattutto se è umido o ventoso. Arrivati in cima, vi aspetta uno dei panorami più belli dell’Albania!

Dopo la camminata, concedetevi una sosta al Ristorante Bovilla, una terrazza con tavoli vista lago dove gustare piatti tipici albanesi. È il posto ideale per pranzare immersi nella natura, bere una birra ghiacciata o semplicemente godersi il silenzio delle montagne.

Portate con voi macchina fotografica o drone perché la zona offre scorci davvero fotogenici.

Gampti View Point
Gamti view point ©PassiePedali

Speriamo che il nostro racconto vi abbia ispirato a scoprire questo angolo nascosto dell’Albania! Se andate, raccontateci la vostra esperienza nei commenti o su Instagram. Buon viaggio e buona escursione!

Ulteriori letture sull'Albania

noleggio quad Santorini

Noleggio quad a Santorini: guida pratica per esplorare l’isola in libertà

Se c’è un modo che consigliamo a tutti per esplorare Santorini in piena libertà, è proprio noleggiare un quad.

Noi l’abbiamo fatto e possiamo dire senza dubbio che è stata la scelta migliore: niente orari da rispettare, niente corse dietro agli autobus affollati o parcheggi impossibili per l’auto.

È una delle esperienze più belle da fare su quest’isola: regala un senso di libertà incredibile!

In questa guida vi raccontiamo come funziona il noleggio del quad a Santorini, quanto costa davvero, quali documenti servono, i percorsi più belli da fare e dove prenotare online in modo semplice (così risparmiate tempo e spesso anche qualche euro).

Pronti a partire?

Non perdetevi il racconto del nostro weekend a Santorini!
frecciaWeekend a Santorini, la perfetta fuga romantica

Perché noleggiare un quad a Santorini

Noleggiare un quad a Santorini è uno di quei piccoli grandi segreti che rendono una vacanza su quest’isola ancora più indimenticabile.

Noi l’abbiamo scelto per muoverci in libertà tra spiagge, villaggi e stradine panoramiche dove spesso l’auto è scomoda (e lo scooter troppo instabile, soprattutto con strade sterrate o salite).

Con un quad a Santorini puoi:

  • evitare orari degli autobus, spesso affollati e non sempre puntuali;

  • fermarti dove vuoi, anche in un punto panoramico improvviso per una foto al tramonto;

  • raggiungere calette e spiagge più isolate, lontane dai percorsi turistici di massa;

  • divertirti alla guida, perché è davvero semplice e sicura anche per chi non è esperto di moto.

Il quad è perfetto per due persone, non costa troppo da dividere e si parcheggia facilmente anche nei centri più affollati come Fira o Oia.

Se volete scoprire Santorini in piena libertà, con il vento tra i capelli e senza pensieri, questa è l’esperienza giusta. Noi lo rifaremmo subito!

Requisiti per noleggiare un quad a Santorini

Prima di partire all’avventura con il vostro quad a Santorini, ci sono alcune regole da conoscere per evitare brutte sorprese.

freccia Patente: serve la patente B (quella per l’auto) in corso di validità. Controllate sempre che sia leggibile e non scaduta. Se non siete cittadini UE, spesso viene richiesta anche la patente internazionale: informatevi prima di partire per non rischiare di vedervi rifiutare il noleggio.

freccia Età minima: quasi tutti i noleggiatori richiedono di avere almeno 21 anni.

freccia Deposito: di solito serve una carta di credito intestata al conducente per il deposito cauzionale, ma noi ad esempio abbiamo lasciato un deposito in contanti senza problemi.

freccia Assicurazione: quasi sempre è inclusa solo l’assicurazione base contro terzi. Noi abbiamo scelto di aggiungere un’assicurazione completa pagando circa 50 euro in più, così eravamo tranquilli anche per eventuali danni al quad. Ve lo consigliamo!

freccia Documento: portate sempre con voi un documento d’identità valido (passaporto o carta d’identità). E se volete stare super tranquilli, fate una foto o una copia digitale di tutti i documenti.

Dove prenotare il tuo quad online

Il modo più semplice per prenotare un quad in anticipo (e spesso risparmiare) è usare piattaforme sicure come GetYourGuide. Trovi opzioni flessibili, prezzi chiari e cancellazione gratuita.

Con get your guide puoi anche prenotare un escursione di gruppo in quad! dai un occhiata a queste attività!

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È difficile guidare un quad?

Guidare un quad a Santorini non è complicato, ma serve un po’ di attenzione, soprattutto se è la prima volta. Per noi lo è stata: era la nostra prima esperienza con il quad ed Esma era anche incinta, quindi abbiamo deciso di andare piano e con la massima cautela.

Rispetto a uno scooter o a un motorino, il quad è più pesante e si guida in modo diverso: è più stabile sulle strade sterrate o sconnesse, ma richiede di fare più attenzione in curva e di avere entrambe le mani ben salde sul manubrio.

Le strade di Santorini le abbiamo trovate in buone condizioni e non ci siamo mai sentiti in pericolo, nemmeno nelle zone meno battute. Basta guidare con prudenza, rispettare i limiti e non avere fretta: così vi godete l’isola in totale libertà e sicurezza.

Noleggio quad Santorini

Cosa vedere a Santorini con il quad

Spiagge di Santorini

La spiaggia che più ci è piaciuta a Santorini è senza dubbio la Red Beach. Una spiaggia unica, famosa per le sue falesie rosse a picco sul mare che creano un contrasto spettacolare con l’acqua cristallina. La potete raggiungere tranquillamente in quad da Fira in 20 minuti. Se state pianificando un viaggio a Santorini, questa spiaggia non deve mancare dalla vostra lista delle cose da vedere!

Un’altra spiaggia che vi consigliamo è Perissa Beach, una lunga distesa di sabbia nera vulcanica, perfetta per stendere l’asciugamano e fare un bagno rinfrescante. È ben attrezzata, ci sono bar sulla spiaggia e si raggiunge facilmente in quad in circa 25 minuti da Fira.

Infine, non perdete Vlychada Beach, una spiaggia meno turistica, con formazioni rocciose bianche che sembrano scolpite a mano. Un angolo tranquillo e scenografico, perfetto se cercate un posto più selvaggio e silenzioso. Anche qui il quad è comodissimo per arrivare senza stress.

spiagge da raggiungere in quad Santorini - Red beach

Villaggi tradizionali

Uno dei motivi per cui amiamo girare Santorini in quad è la libertà di scoprire villaggi autentici, lontani dalla folla.

Pyrgos è uno dei nostri preferiti: situato su un promontorio, regala una vista spettacolare sull’intera isola. Con il quad si raggiunge facilmente in 15 minuti da Fira e poi si può esplorare a piedi, passeggiando tra vicoli lastricati, casette in pietra, botteghe di artigianato e scorci pittoreschi. Non perdete la Torre dell’Orologio, la Chiesa di Agios Nikolaos e il Castello di Pyrgos: dalla cima si gode uno dei panorami più belli di Santorini!

Emborio è un altro villaggio che merita una tappa. Famoso per le sue stradine strette e acciottolate, conserva ancora un fascino medievale grazie alle torri di avvistamento, come la Torre di Goulas e la Torre di Nimborio, costruite per difendere il villaggio dai pirati. È un vero labirinto in cui perdersi con la macchina fotografica sempre pronta!

Infine, fermatevi anche a Megalochori, un borgo tranquillo con cortili fioriti, chiesette bianche e cantine tradizionali. È perfetto per una sosta lenta tra una strada panoramica e l’altra.

Grazie al quad, muoversi tra questi villaggi è facile: parcheggiate ovunque, scendete e godetevi angoli di Santorini che pochi turisti vedono davvero!

Villaggio tradizionale Santorini

Tramonti spettacolari

Tra tutti i tramonti che abbiamo visto a Santorini, quello dal Faro di Akrotiri ci è rimasto nel cuore. È uno dei punti più a sud-ovest dell’isola: qui non troverete folle come a Oia, ma solo scogliere selvagge, il faro bianco, il mare infinito e un’atmosfera romantica e silenziosa. Con il quad si arriva comodamente, si parcheggia vicino e in pochi minuti siete nel punto perfetto per vedere il sole tuffarsi nell’Egeo.

Ovviamente, il tramonto più famoso di Santorini è quello di Oia, ma se volete vivere qualcosa di ancora più speciale vi suggeriamo di fare la camminata più bella dell’isola: un percorso da Fira a Oia lungo tutta la caldera, tra viste spettacolari, cupole bianche e panorami che non smetterete di fotografare.

👉 Non perdetevi il nostro racconto completo con tutti i consigli per organizzare questa camminata!
Leggi qui: Trekking Fira–Oia, la camminata più bella di Santorini (inserisci il link al tuo articolo)

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Altre letture Grecia

escursione alle Isole Kornati

Zara: Escursione alle isole Kornati

Durante la nostra ultima vacanza a Zara abbiamo deciso di esplorare uno dei luoghi più spettacolari della Croazia: il Parco Nazionale delle isole Kornati. Un’escursione indimenticabile che ci ha permesso di navigare tra decine di isole incontaminate, scoprire calette nascoste e nuotare in acque turchesi da sogno.

Quando abbiamo cercato informazioni online, abbiamo trovato poche indicazioni pratiche, così abbiamo pensato di raccontarvi tutto quello che serve sapere per organizzare una gita alle isole Kornati: come prenotare, cosa aspettarsi, cosa portare e quanto costa. Se sognate una giornata in barca tra panorami mozzafiato e natura selvaggia, questo articolo fa per voi!

Non perdetevi il racconto del nostro weekend a Zara!
frecciaWeekend a Zara: Cosa vedere

Parco Nazionale Isole Kornati

Il Parco Nazionale delle isole Kornati è un vero e proprio paradiso per chi ama il mare e la natura incontaminata. Si trova al largo della costa di Zara ed è formato da più di 80 isole, isolotti e scogli, che creano un paesaggio unico fatto di acque cristalline, scogliere bianche e calette nascoste.

L’area è protetta dal 1980 per preservare la straordinaria biodiversità marina e terrestre: qui vivono numerose specie di pesci, uccelli e piante mediterranee. Non ci sono centri abitati, strade o hotel: tutto è selvaggio, silenzioso e perfetto per una giornata in barca tra snorkeling, bagni e panorami spettacolari.

Visitare le Kornati significa immergersi in un ambiente ancora autentico, lontano dal turismo di massa, dove a farla da padrone sono il vento, il mare e la natura.

Kornati Isole Escursione
Vista isole Kornati ©PassiePedali
Spiagge Kornati Croazia - Lojena
Lojena Beach Kornati ©PassiePedali

Come organizzare un'escursione alle isole Kornati

Per visitare le isole Kornati serve necessariamente una barca. Dal centro di Zara, ogni giorno partono diverse escursioni organizzate, sia con grandi imbarcazioni per gruppi numerosi, sia con barche più piccole per gruppi privati.

Noi abbiamo scelto un’escursione di gruppo e, dopo aver confrontato varie proposte, possiamo dire che i tour offrono più o meno lo stesso itinerario, con qualche variazione nell’ordine delle tappe o piccole differenze sul programma.

Come prenotare l’escursione?

Il modo più comodo è farlo online, ad esempio su GetYourGuide: puoi scegliere il giorno, leggere le recensioni e assicurarti il posto con qualche giorno di anticipo. Te lo consigliamo vivamente, perché in alta stagione i posti si esauriscono facilmente. Noi siamo stati a giugno e già molti tour erano sold out il giorno prima!

Di seguito trovi alcuni link utili per prenotare in anticipo la tua escursione alle Kornati.

Powered by GetYourGuide

Isole Kornati: la nostra esperienza

Siamo partiti alle 8 del mattino dal porto di Zara, all’altezza del ponte pedonale. Un consiglio: arrivate un po’ prima per accaparrarvi i posti migliori sulla barca! Durante la prima parte di navigazione, fino al ponte che unisce l’isola di Ugljan a quella di Pasman, ci hanno servito la colazione inclusa: un panino con prosciutto e formaggio, accompagnato subito dopo da un bel bicchierino di rakija, la tipica grappa dei Balcani, per scaldare l’atmosfera.

A bordo non ci siamo certo annoiati: un simpatico omone ha iniziato a suonare la fisarmonica tra canzoni popolari croate e vecchi successi italiani, rendendo il tragitto ancora più divertente.

Barca escursione Kornati
La nostra barca ©PassiePedali
Barca escursione Kornati
Intrattenitore barca ©PassiePedali

Il lago salato

La prima tappa è stata il lago salato di Mir, sull’isola di Dugi Otok. Qui ci hanno lasciato circa due ore per esplorare la zona. Con una breve camminata di 15 minuti si raggiungono le falesie a picco sul mare: panorama imperdibile! Al lago salato ci siamo divertiti a fare i fanghi: l’acqua non è limpida come quella del mare aperto, ma è comunque un’esperienza particolare. Nella zona dell’attracco, invece, il mare è spettacolare: un Adriatico così limpido da sembrare quasi incredibile! Qui potete fare snorkeling o semplicemente rilassarvi sui moli.

Falesie Dugi Otok Croazia
Falesie ©PassiePedali
lago salato Dugi Otok
Lago salato ©PassiePedali

Pranzo in barca

Tornati in barca all’orario stabilito, abbiamo ripreso la navigazione verso la splendida spiaggia di Lojena. La traversata è una delle parti più belle dell’escursione: si attraversa il cuore del Parco Nazionale Kornati, tra decine di isolotti e atolli dal fascino selvaggio. Durante la tratta ci hanno servito il pranzo a base di pesce fresco e vino a volontà (c’era anche il pollo, ma noi abbiamo preferito solo pesce).

pranzo in barca escursione isole Kornati
Pranzo in barca ©PassiePedali
Escursione Kornati con pranzo incluso
Vino illimitato ©PassiePedali

Spiagge da sogno

La spiaggia di Lojena è bellissima, anche se un po’ affollata. Abbiamo approfittato dell’ora e mezza di sosta per salire fino al punto panoramico: fatelo assolutamente, ne vale davvero la pena! Al ritorno la spiaggia si era svuotata perché alcuni tour erano già ripartiti, così abbiamo potuto goderci l’ultimo bagno e un po’ di relax in tranquillità.

Il rientro a Zara è piuttosto lungo, ma se vi sistemate a prua potete prendere il sole mentre la barca attraversa l’arcipelago. Siamo tornati in porto verso le 18:30, giusto in tempo per organizzarci per la sera e andare a vedere uno dei tramonti più belli di Zara, proprio all’Organo Marino.

Vista spettacolare isole Kornati
Un sogno ©PassiePedali
Lojena beach Kornati
Acqua Lojena Beach ©PassiePedali

Escursione alle isole Kornati: Conclusione

Visitare le isole Kornati è stata una delle esperienze più belle del nostro viaggio in Croazia. Navigare tra decine di isolette disabitate, tuffarsi in acque incredibilmente limpide, pranzare in una baia con vista sull’Adriatico: tutto contribuisce a rendere questa giornata indimenticabile.

Se state programmando una vacanza a Zara, non rinunciate a questa escursione: organizzatevi per tempo, scegliete la barca che fa per voi e partite leggeri — costume, telo mare, crema solare e tanta voglia di esplorare.

Le Kornati vi regaleranno panorami selvaggi e silenzi che in piena estate non sono così scontati sulla costa croata. E quando tornerete in porto, vi accorgerete di aver visto un piccolo angolo di Adriatico che, per fortuna, è ancora rimasto autentico e intatto.

Buon viaggio tra le isole Kornati!

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zara cosa vedere (1)

Weekend a Zara: Cosa vedere


Siamo appena tornati da un weekend a Zara e, complice una meritata pausa da genitori, questa volta abbiamo lasciato Matilde dalla nonna e ci siamo regalati un viaggio tutto per noi. Due giorni alla scoperta di Zara, una città sorprendente sospesa tra il fascino della sua storia millenaria e la bellezza del mare Adriatico.

In questo articolo vi raccontiamo cosa vedere a Zara in un weekend: le tappe imperdibili, i nostri consigli su dove dormire a Zara, dove mangiare bene e cosa fare per vivere al meglio questa perla della Dalmazia.

Cosa vedere a Zara in un weekend

Zara è la meta perfetta da scoprire in due giorni, grazie al suo centro storico compatto e facile da visitare a piedi. Passeggiando tra rovine romane, chiese medievali e installazioni moderne come l’Organo Marino, vivrete un weekend a Zara che vi porterà a spasso tra storia, cultura e splendidi panorami sul mare Adriatico.
E se avete voglia di relax, ci sono belle spiagge cittadine dove prendere il sole oppure potete partire per splendide escursioni alla scoperta delle isole e dei parchi naturali della Dalmazia.
Ecco le tappe imperdibili che vi consigliamo di non perdere!

1. La città vecchia di Zara

Il cuore di Zara è la sua città vecchia, una piccola penisola racchiusa da antiche mura, sospesa tra mare Adriatico e storia millenaria. Appena varcata la Porta di Terraferma, vi troverete immersi in un dedalo di stradine lastricate, piazze soleggiate e resti archeologici che raccontano oltre duemila anni di passato.

Camminare nella città vecchia di Zara significa passeggiare accanto a rovine romane, chiese medievali e palazzi veneziani: un vero museo a cielo aperto, ma con un’atmosfera viva, fatta di bar, negozietti e scorci sul mare.

Tra le tappe da non perdere in questa zona ci sono il Foro Romano, la Chiesa di San Donato e la Cattedrale di Sant’Anastasia, ma la cosa più bella è perdersi e lasciarsi guidare dai propri passi: è così che Zara regala le sue sorprese più autentiche.

centro storico di Zara
Stradine del centro storico ©PassiePedali
centro storico di Zara
Perdersi nel centro ©PassiePedali

2. L’Organo Marino e il Saluto al Sole

Tra le cose da vedere a Zara, il lungomare è stato uno dei momenti più belli del nostro weekend. Qui si trovano due installazioni uniche: l’Organo Marino e il Saluto al Sole. Due opere moderne, perfettamente in armonia con il paesaggio, che rendono speciale anche una semplice passeggiata sul molo.

L’Organo Marino è una scalinata di pietra che scende verso l’Adriatico. Sotto, nascosto, un sistema di canne suona grazie al movimento delle onde. Il risultato è una musica ipnotica, creata dal mare stesso. Noi ci siamo arrivati giusto in tempo per il tramonto: il cielo che cambia colore, il suono delle onde che diventano note… un’esperienza da non perdere se volete capire davvero cosa fare a Zara.

Dopo cena siamo tornati per vedere il Saluto al Sole, proprio accanto all’Organo. Di giorno è un grande cerchio di vetro e pannelli solari, ma di sera si accende di giochi di luce colorati. C’era meno gente, più buio, e l’effetto era ancora più magico. Le luci sul pavimento, i riflessi sul mare, l’Organo che continuava a suonare in sottofondo… un finale perfetto per la giornata.

Organo marino - cosa vedere a Zara
Tramonto all' organo marino ©PassiePedali

3. Chiesa di San Donato

La Chiesa di San Donato è uno dei monumenti più iconici e visitati di Zara. Questa imponente costruzione circolare in stile preromanico si trova accanto ai suggestivi resti del Foro Romano, nel cuore della città vecchia.

All’esterno, la sua architettura semplice ma elegante cattura lo sguardo, mentre all’interno la chiesa sorprende per un’acustica eccezionale, ideale per i concerti di musica classica che vi si tengono regolarmente. Visitare la Chiesa di San Donato significa immergersi nella storia millenaria di Zara e scoprire un luogo dove arte e spiritualità si incontrano.

Chiesa di San Donato - cosa vedere a Zara
Chiesa di San Donato ©PassiePedali

4. Cattedrale di Sant’Anastasia

A pochi passi dalla chiesa di San Donato si trova la maestosa Cattedrale di Sant’Anastasia (nota anche come Santa Stošija), un gioiello dell’architettura romanica che domina il centro storico di Zara. La sua elegante facciata e il campanile sono tra i simboli più riconoscibili della città.

Se siete disposti a salire i circa 150 scalini del campanile, sarete ricompensati con una vista mozzafiato sui tetti rossi di Zara e sul mare Adriatico. La foto di copertina di questo articolo è stata proprio scattata da lì! Vale davvero la pena fare questo piccolo sforzo per godersi un panorama a 360 gradi sulla città e sul suo splendido paesaggio costiero.

orari: Tutti i giorni fino al tramonto
Costo biglietto: Solo campanile 4 euro – con cattedrale 5 euro

Cattedrale di Sant’Anastasia - cosa vedere a Zara
Cattedrale di Sant’Anastasia ©PassiePedali

5. Il foro Romano

Nel cuore del centro storico di Zara si trovano i resti del Foro Romano, uno dei siti archeologici più importanti e suggestivi della città. Costruito nel I secolo d.C., il Foro era il centro della vita politica, commerciale e sociale dell’antica Zara, allora chiamata Iader.

Passeggiare tra le antiche colonne, i pavimenti in mosaico e le rovine che raccontano storie di oltre duemila anni fa è un’esperienza che porta indietro nel tempo. La visita al Foro Romano è completamente gratuita, un’opportunità da non perdere per immergersi nella storia senza spendere un euro.

foro romano Zara - cosa vedere a Zara
Foro Romano ©PassiePedali

6. Piazza dei Cinque Pozzi

Abbiamo scoperto Piazza dei Cinque Pozzi quasi per caso, appena varcata la Porta di Terraferma, l’ingresso principale alla città vecchia di Zara. In questa piazzetta si trovano cinque antichi pozzi allineati, risalenti al 1574.

Questi pozzi facevano parte di un’imponente cisterna costruita dai veneziani con lo scopo di garantire l’approvvigionamento idrico alla città durante gli assedi ottomani. Oggi rappresentano un affascinante esempio di ingegneria storica e un luogo suggestivo dove fare una pausa nel centro storico.

piazza 5 pozzi - cosa vedere a Zara
Piazza 5 pozzi Zara ©PassiePedali

7. Il mercato di Pijaca

Cosa vedere a Zara oltre ai monumenti storici?
Il mercato di Pijaca, situato proprio dentro le mura della città vecchia, è una piccola esplosione di vita quotidiana.

Si trova a pochi passi dal porto e vende praticamente di tutto: frutta, verdura, formaggi locali, miele, spezie, e una sezione coperta con pesce freschissimo appena arrivato dal mare.

È aperto tutti i giorni dalle 7 alle 15 e secondo noi merita una visita, anche solo per prendere un po’ di frutta da portare in spiaggia, proprio quello che abbiamo fatto noi.

I prezzi non sono esattamente bassi, ma bisogna dire che la Croazia non è più da anni una meta low cost. In ogni caso, è un bel modo per fare una pausa tra una passeggiata e l’altra, curiosare tra i banchi e portarsi via qualcosa di buono e locale, anche solo uno spuntino.

Se volete saperne di più, qui trovate il sito ufficiale del mercato.

Cosa fare a Zara oltre le visite

1. Le spiaggie di Zara

A Zara ci sono diverse spiagge facilmente raggiungibili anche a piedi dal centro. La più famosa e anche quella dove siamo stati noi è Kolovare Beach, che dista circa un chilometro dalla città vecchia. È una spiaggia molto comoda e ben organizzata, divisa in due zone: da una parte c’è una lunga piattaforma cementata con scalette per entrare in acqua, perfetta se volete tuffarvi direttamente; dall’altra, una spiaggia di ciottoli vera e propria, un po’ più affollata ma comunque piacevole.

Tutta la zona è circondata da una splendida pineta dove trovare un po’ d’ombra nelle ore più calde, e ci sono anche docce gratuite e fontanelle con acqua potabile. A noi è piaciuta molto: l’acqua era limpidissima e l’atmosfera rilassata, nonostante la vicinanza al centro.

Se avete voglia di esplorare altre spiagge di Zara, potete prendere un autobus o chiamare un Uber. Le spiagge fuori dal centro sono meno affollate e offrono angoli più tranquilli. Una delle opzioni è Borik Beach, a circa 4 km dal centro, dove c’è anche un’area sabbiosa ideale per chi viaggia con bambini. Più in là si trova Diklo beach, con spiagge più piccole e tranquille, perfette per chi cerca relax lontano dai flussi turistici principali.

kolovare beach - Cosa fare a Zara
kolovare beach ©PassiePedali
kolovare beach - Zona cementata
Zona cementata kolovare beach ©PassiePedali

2. Fare un’escursione alle isole vicine

Davanti a Zara si apre un vero e proprio arcipelago: ci sono oltre 300 isole e isolotti, e ogni giorno partono escursioni per scoprirne alcuni tra i più belli. Se avete almeno una giornata libera, vi consigliamo di non perdervi una gita in barca: è uno dei modi migliori per apprezzare la natura e il mare della Croazia.

Tra le escursioni più gettonate c’è quella verso Sakarun Beach, sull’isola di Dugi Otok. A detta di molti è la spiaggia più bella di tutta la zona di Zara, con sabbia chiara, acqua turchese e una baia ampia circondata da pini marittimi. È perfetta per chi cerca una giornata di mare rilassante e un po’ diversa dal solito.

Un’altra esperienza imperdibile è l’escursione al Parco Nazionale delle isole Kornati, un arcipelago di una bellezza quasi surreale, fatto di isole brulle, calette nascoste e acque trasparenti. Noi abbiamo scelto proprio questa escursione e ci è piaciuta tantissimo. La giornata è stata ben organizzata: partenza intorno alle 8 del mattino, colazione a bordo, diverse soste per fare il bagno e snorkeling, pranzo con pesce o carne, vino incluso, e ritorno verso le 18.

Potete prenotare tutto in anticipo su GetYourGuide (così da non rischiare di trovare tutto pieno), oppure, se arrivate all’ultimo, fate un giro intorno al centro storico: ci sono tanti chioschetti che propongono escursioni giornaliere in barca. Basta confrontare orari e itinerari e scegliere quella che vi ispira di più.

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Escursioni Zara
La barca che ci ha portato in giro ©PassiePedali
Isole Kornati escursione
Isole Kornati ©PassiePedali

Dove dormire a Zara

Scegliere dove dormire a Zara fa davvero la differenza per vivere al meglio la città.

Il nostro consiglio è di cercare un alloggio nelle immediate vicinanze del centro storico, ma appena fuori dalle mura, così da godersi la comodità della posizione senza essere disturbati dalla movida notturna.

Anche dormire dentro le mura può essere una buona opzione, ma in questo caso è importante leggere bene le recensioni per evitare sistemazioni con bar o locali proprio sotto le finestre.

Noi abbiamo soggiornato al Near Old Town – Free Parking e ci siamo trovati molto bene. L’appartamento era spazioso, pulito e accogliente, a pochi minuti a piedi dalle mura del centro storico.

La nostra selezione di Hotel a Zara

Su Booking.com puoi scegliere tra centinaia di strutture dove dormire a Zara, ma per farti risparmiare tempo abbiamo selezionato i migliori hotel, scelti con cura sulla base delle recensioni.

Near old Town  – Free parking
 

€€

10 Heritage Rooms

 

€€€

Bastion Heritage Hotel

 

Dove mangiare a Zara

Tra i ristoranti che abbiamo provato a Zara, ce n’è uno che ci sentiamo davvero di consigliare: Konoba Dalmatina. Si trova nel cuore del centro storico e, a differenza di molti altri locali dai prezzi esagerati, qui i prezzi sono davvero onesti. Noi abbiamo gustato degli spaghetti ai frutti di mare deliziosi e un pesce alla griglia spettacolare. Se capitate a Zara, non perdetevelo!

Dalmatina Zara dove mangiare
Un ristorantino buono buono ©PassiePedali

Come arrivare a Zara

Zara ha un piccolo aeroporto ben collegato con voli diretti dall’Italia, soprattutto da aprile a ottobre. Fuori dall’aeroporto passa un autobus per il centro ogni mezz’ora, con un biglietto che costa 5 euro. In alternativa, potete prendere un Uber: noi eravamo in quattro e abbiamo speso 16 euro, quindi è stata un’opzione anche più conveniente.

Se preferite, potete atterrare a Spalato e raggiungere Zara in autobus, taxi o Uber, con un viaggio di circa un’ora e mezza. Dal porto di Zara partono anche traghetti diretti ad Ancona.

Quando andare a Zara

Il periodo migliore è da maggio a settembre, quando le giornate sono più lunghe e il mare invita a fare il bagno. Nei mesi di luglio e agosto c’è più folla, ma anche la vita serale è più vivace. Primavera e inizio autunno sono perfetti se preferite un clima piacevole e meno turisti.

Soldi e prezzi

La Croazia fa parte dell’Unione Europea ma ha adottato l’euro solo da poco, quindi i prezzi negli ultimi anni sono aumentati. Non aspettatevi una meta super economica, soprattutto nei ristoranti del centro. In generale, è sempre meglio avere qualche contante perché non tutti i chioschi e i mercatini accettano carte.

Questo è tutto su cosa vedere e fare a Zara!
Ti è piaciuto l’articolo? Raccontacelo nei commenti e, soprattutto, buona vacanza a Zara!