Viaggiare in Brasile è pericoloso?

Viaggiare in Brasile è pericoloso? cosa sapere prima di partire

Prima di partire per il Brasile, la domanda che ci siamo fatti più spesso è stata una sola: viaggiare in Brasile è pericoloso?

Abbiamo viaggiato in molti Paesi del mondo, ma quando si parla di Brasile è difficile non imbattersi in racconti di furti, rapine e situazioni che possono mettere in difficoltà i turisti. Anche noi, leggendo esperienze e consigli online, ci siamo chiesti quanto fosse sicuro organizzare un viaggio fai da te in questo enorme Paese.

A renderci ancora più attenti c’era un aspetto importante: avremmo trascorso 25 giorni in Brasile con nostra figlia di 3 anni.

Il nostro itinerario ci ha portati a Rio de Janeiro, alle cascate di Iguaçu, a São Luís e lungo la Rotta delle Emozioni fino a Fortaleza, con cinque giorni a Jericoacoara, per poi proseguire verso Salvador e Morro de São Paulo, prima di tornare a Rio.

Dopo aver letto tante raccomandazioni, siamo partiti con qualche timore, soprattutto riguardo all’utilizzo del telefono in pubblico e agli spostamenti nelle grandi città.

Ma la realtà che abbiamo vissuto è stata più sfumata di quanto immaginassimo.

In questo articolo vi raccontiamo la nostra esperienza, come abbiamo vissuto la sicurezza in Brasile e quali accorgimenti consigliamo a chi vuole visitare il Paese in autonomia, anche con bambini piccoli.

Prima di partire avevamo letto consigli di ogni tipo: non indossare oggetti vistosi, evitare di tirare fuori il telefono per scattare fotografie e prestare sempre attenzione a ciò che ci circondava.

Siamo partiti tenendo bene a mente queste raccomandazioni, ma durante il viaggio abbiamo capito che la percezione della sicurezza cambia molto da una destinazione all’altra.

A Rio de Janeiro, Salvador e Fortaleza abbiamo prestato maggiore attenzione alla scelta delle zone in cui soggiornare e agli spostamenti. Nella Rotta delle Emozioni, a Jericoacoara e durante la visita alle cascate di Iguaçu, invece, ci siamo sentiti decisamente più tranquilli e la sicurezza personale non è stata una preoccupazione costante.

Questo non significa che il Brasile sia sicuro ovunque o che non esistano rischi, ma che è importante informarsi sulle singole destinazioni senza considerare tutto il Paese allo stesso modo.

Sicurezza nelle grandi città brasiliane: la nostra esperienza

Una volta arrivati in Brasile, ci siamo resi conto quasi subito che alcuni dei timori con cui eravamo partiti erano eccessivi. Dopo appena cinque minuti avevamo già il cellulare in mano per scattare fotografie e riprendere quello che ci circondava!

Questo non significa che non ci siamo accorti delle differenze rispetto a casa. Nelle grandi città abbiamo visto tanta povertà, persone senza fissa dimora, finestre protette da grate e palazzi circondati da barriere di sicurezza. In diverse zone abbiamo incontrato anche polizia e militari armati. Sono immagini che colpiscono e che ci hanno fatto capire perché sia importante mantenere gli occhi aperti, soprattutto quando non si conosce bene il luogo in cui ci si trova.

Durante il viaggio abbiamo incontrato anche turisti che preferivano non uscire a cena e si spostavano esclusivamente con guide o in gruppo, per sentirsi più tranquilli. Noi abbiamo scelto un approccio diverso: abbiamo visitato Rio de Janeiro, Salvador e Fortaleza in autonomia, esplorando le zone che ci interessavano e vivendo le città anche la sera. Ci siamo spostati spesso con Uber, soprattutto per raggiungere i luoghi che volevamo visitare e per rientrare la sera, senza dover rinunciare a una cena fuori o a una passeggiata nelle zone più frequentate.

Naturalmente, non ci siamo mossi senza precauzioni. Abbiamo scelto con attenzione le zone da frequentare, evitato di ostentare oggetti di valore e cercato di informarci prima di spostarci in quartieri che non conoscevamo. Nel complesso ci siamo trovati bene e siamo riusciti a vivere le città come desideravamo, anche con nostra figlia.

La nostra esperienza ci ha insegnato che è possibile visitare le grandi città brasiliane in autonomia, senza sottovalutare i rischi ma nemmeno lasciare che la paura prenda il sopravvento. L’importante è conoscere il contesto, usare il buon senso e mantenere un po’ di attenzione in più rispetto a quella che magari adotteremmo in altre destinazioni.

Brasile in famiglia. viaggiare in Brasile è pericoloso

Il Brasile fuori dalle grandi città: dove ci siamo sentiti più tranquilli

Se nelle grandi città abbiamo cercato di prestare maggiore attenzione, durante il resto del viaggio la nostra percezione della sicurezza è stata decisamente diversa.

Alle cascate di Iguaçu, lungo la Rotta delle Emozioni e nei giorni trascorsi a Jericoacoara, la sicurezza personale non è stata una preoccupazione costante. Ci siamo goduti le escursioni, gli spostamenti e le giornate al mare senza avere la sensazione di dover controllare continuamente ciò che succedeva intorno a noi.

Anche a Morro de São Paulo abbiamo vissuto il viaggio in modo più rilassato, pur ricordandoci che ogni destinazione può presentare situazioni e imprevisti diversi.

È proprio questo che abbiamo apprezzato del Brasile: nello stesso viaggio abbiamo incontrato realtà molto diverse tra loro. Per questo, quando ci si chiede se viaggiare in Brasile è pericoloso, secondo noi è importante andare oltre le impressioni generali e informarsi sulle singole destinazioni che si vogliono visitare.

Se state pensando di percorrere la Rotta delle Emozioni in Brasile fai da te, vi consigliamo di leggere anche la nostra guida, in cui raccontiamo l’itinerario, gli spostamenti e le tappe che abbiamo scelto.

Leggi la guida sulla Rotta delle Emozioni:
freccia Rotta delle Emozioni in Brasile fai da te

Atins escursione
escursione nel delta del parnaiba

Telefono, drone, documenti e pagamenti

Per noi il cellulare è uno strumento fondamentale durante i viaggi: lo utilizziamo continuamente per scattare fotografie, girare video, aggiornare Instagram e raccontare le nostre esperienze su PassiePedali. Anche in Brasile abbiamo continuato a usarlo normalmente, senza rinunciare a documentare i luoghi visitati, pur prestando attenzione a ciò che ci circondava.

Anche il drone ci ha accompagnati durante il viaggio. Lo abbiamo portato con noi nelle diverse tappe, perché le riprese dall’alto sono una parte importante dei nostri racconti. Prima di utilizzarlo, naturalmente, è importante verificare le regole locali e le eventuali limitazioni al volo.

Per quanto riguarda i documenti, quando uscivamo per visitare le città lasciavamo i passaporti in hotel e portavamo con noi soltanto ciò che ci serviva. Per gli spostamenti nelle grandi città abbiamo utilizzato spesso Uber, che abbiamo trovato comodo e conveniente.

Una cosa che ci ha sorpresi positivamente è stata la possibilità di pagare con carta praticamente ovunque. Durante i nostri 25 giorni in Brasile l’abbiamo utilizzata nei ristoranti, nei negozi e persino per comprare caipirinha in spiaggia o fare piccoli acquisti dai venditori ambulanti.

Durante tutto il viaggio abbiamo avuto pochissimo bisogno di contanti e non abbiamo mai sentito la necessità di prelevare. Siamo riusciti a pagare con carta anche le spese più piccole, rendendo gli acquisti semplici e immediati.

I nostri consigli per viaggiare in Brasile in sicurezza

Dopo 25 giorni in Brasile, il consiglio più importante che ci sentiamo di dare è partire informati, senza farsi condizionare eccessivamente dalle paure. Durante il nostro viaggio abbiamo adottato alcuni accorgimenti che ci hanno permesso di muoverci in autonomia e goderci le diverse destinazioni.

  • Scegliete con attenzione dove alloggiare. Prima di prenotare, controllate la posizione della struttura, leggete le recensioni recenti e cercate informazioni sulla zona. Non scegliete soltanto in base al prezzo: verificate che l’alloggio si trovi in un’area adatta ai vostri spostamenti e che abbia un buon numero di recensioni affidabili. Evitate di prenotare all’interno delle favelas se non conoscete bene la zona e la sua situazione.

  • Informatevi sulle zone che volete visitare. Se avete dubbi su un quartiere o su un percorso, chiedete consiglio alla struttura in cui soggiornate. Evitate di improvvisare itinerari in aree che non conoscete, soprattutto nelle grandi città, e non entrate nelle favelas senza informazioni affidabili sulla situazione locale.

  • Organizzate gli spostamenti con buon senso. Noi abbiamo utilizzato spesso Uber, trovandolo comodo per raggiungere le destinazioni e rientrare la sera. Valutate di volta in volta la soluzione più adatta, in base al luogo e all’orario.

  • Prestate attenzione agli oggetti personali. Non è necessario rinunciare al telefono o alla macchina fotografica, ma evitate di lasciare gli oggetti di valore incustoditi e cercate di mantenere l’attenzione su ciò che vi circonda mentre li utilizzate.

  • In spiaggia, portate solo ciò che serve. Se possibile, alternatevi quando qualcuno deve allontanarsi dall’ombrellone e non lasciate telefoni, portafogli e altri oggetti incustoditi mentre fate il bagno.

  • Valutate un’assicurazione sanitaria di viaggio. È una precauzione importante, soprattutto se viaggiate con bambini o prevedete tappe lontane dalle grandi città. Prima di partire, controllate massimali, assistenza e copertura delle eventuali spese mediche.

  • Controllate le informazioni ufficiali prima di partire. Sul sito Viaggiare Sicuri potete consultare gli aggiornamenti relativi alla sicurezza, alla situazione sanitaria e ai requisiti di ingresso.

Quindi, consigliamo di viaggiare in Brasile?

Dopo 25 giorni in Brasile, la nostra risposta è sì. Abbiamo visitato grandi città, esplorato luoghi immersi nella natura e viaggiato in autonomia con nostra figlia di tre anni, vivendo esperienze bellissime.

Questo non significa che il Brasile sia privo di rischi o che si possa abbassare la guardia ovunque. Significa che, secondo noi, è importante informarsi sulle destinazioni, adottare qualche precauzione e partire consapevoli, senza lasciare che la paura condizioni ogni scelta.

Noi siamo tornati a casa con tanti ricordi e la soddisfazione di aver scoperto un Paese straordinario, molto più vario di quanto immaginassimo. Il nostro consiglio è di non rinunciare al Brasile per timore, ma di organizzare il viaggio con attenzione e vivere ogni destinazione con il giusto equilibrio tra prudenza e voglia di scoperta.

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