Immagina una vacanza dove ogni giorno scopri un angolo nuovo, dove dormi dove ti porta il tramonto e l’unico rumore è quello delle onde che cullano la tua tenda. No, non è un sogno: è il nostro giro della Sardegna in bici, 18 tappe emozionanti in 3 settimane, tra pedalate epiche, risate contagiosi e notti sotto cieli così stellati da sembrare dipinti.
Siamo partiti da Olbia – sbarcando dal traghetto da Genova – con due bici cariche come muli, un portapacchi stracolmo e la certezza che l’isola ci avrebbe riservato sorprese. Risultato? Un’avventura che ha mescolato fatica e poesia, libertà assoluta e piccoli comfort, percorsi da sogno e incontri indimenticabili con pastori, ciclisti e viaggiatori come noi.
In questo articolo, ti raccontiamo itinerario completo della Sardegna in bici, tappa per tappa: dove dormire in campeggio libero, cosa evitare, e come trasformare un viaggio in due ruote in un’esperienza che ti cambia la vita.
Tappa 1: Olbia > Cala Liscia
Scheda tecnica:
Lunghezza: 67km
Dislivello: 702mt.
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La tappa su strava
Dopo un’ottima notte di riposo in cabina sul traghetto, sbarchiamo a Olbia alle 8:20 del mattino. Carichi come muli tra tenda, sacchi a pelo e viveri, partiamo subito. Attraversiamo Olbia in fretta, diretti verso Portisco, dove ci aspetta la prima salita della vacanza: San Pantaleo, 5 km al 5%. Non è un muro, ma con il caldo e i chili extra sulle bici, capiamo subito che questa vacanza sarà anche un bel training!
A Palau, fermata strategica al supermercato per fare scorta d’acqua e cibo. Poi, via verso la meritata pausa: la spiaggia dell’Isola dei Gabbiani. Un angolo paradisiaco, dove pranziamo e ci godiamo un mare così trasparente che sembra una piscina. Ci rilassiamo un paio d’ore, facciamo il bagno e ricarichiamo le energie.
Gli ultimi km verso Cala Liscia sono una sinfonia di gambe che bruciano e occhi che si riempiono di bellezza: la strada costiera regala panorami su La Maddalena, mentre il sole cala tingendo il cielo di rosa. Arriviamo all’imbrunire: la spiaggia è tutta nostra, il rumore delle onde l’unica colonna sonora. La tenda è su in 10 minuti, il vino stappato, e mentre contiamo le prime stelle, sappiamo già che questo viaggio in bici in Sardegna sarà epico.
Tappa 2: Cala Liscia > Tinnari
Scheda tecnica:
Lunghezza: 65km
Dislivello: 650mt.
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La tappa su strava
La prima notte in tenda è un successo: svegli all’alba, colazione con biscotti e caffè solubile, un tuffo nel mare per sconfiggere il sonno. Partiamo alle 8:30, diretti alla spiaggia di Tinnari, ignari del plot twist che ci aspetta. Superiamo Santa Teresa di Gallura e Vignola Mare, ma già sulla SP90 il termometro schizza a 35°C e le salite sembrano non finire mai.
Alla deviazione per Tinnari, lasciamo l’asfalto: la strada sterrata all’inizio è pedalabile, ma dopo 3 km la mia gomma posteriore si fora (grazie, Sardegna!). La camera d’aria tiene, ma il percorso diventa impraticabile: massi, gradini, un sentiero da trekking. Leggiamo le bici a un ginepro e proseguiamo a piedi con tutta l’attrezzatura da campeggio e l’acqua. Sudati ed esausti, arriviamo finalmente alla spiaggia di Tinnari: un paradiso, ma la frustrazione per la gomma bucata e le bici abbandonate è tanta.
Apro Strava per caricare la traccia e scopro per caso che Luca, un compagno di squadra, è in vacanza a pochi km. Ci sentiamo e ci invita a casa sua, gli spiego che siamo bloccati con la bici ko. Lui risponde subito: “Vi vengo a prendere!”. Un’ora dopo, arriva con suo figlio e un amico in auto. Carichiamo le bici e finiamo la serata nella sua villa a La Marinedda: docce calde, grigliata e risate.
Tappa 3: Isola Rossa > Alghero
Scheda tecnica:
Lunghezza: 100km
Dislivello: 957m.
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La tappa su strava
Passiamo la notte nella villa da sogno di Luca, coccolati da lui e sua moglie. Dopo una deliziosa colazione, ci mettiamo al lavoro per cambiare la camera d’aria e siamo pronti a riprendere il nostro giro della Sardegna in bici. Decidiamo di modificare leggermente l’itinerario per fare una tappa obbligata al Decathlon di Sassari, dove faremo scorta di camere d’aria.
Quella per Alghero è la classica tappa di trasferimento: 100 km non entusiasmanti, ma dopo una notte in un vero letto e con le energie ricaricate, li maciniamo in fretta. Nel primo pomeriggio siamo già al Campeggio Mariposa, dove montiamo la tenda. Decidiamo di fermarci due notti per esplorare la zona con calma.
La sera, ci concediamo una cena da turisti normali: fregola sarda e pesce fresco in un ristorante del centro, seguito da una passeggiata tra i vicoli di Alghero. L’atmosfera catalana, il mare che si intravede tra le case, e il gelato sulla muraglia ci conquistano: due giorni qui saranno perfetti per rigenerarci.
Rest Day: Alghero >Torre del Porticciolo > Capo Caccia
Scheda tecnica:
Lunghezza: 49km
Dislivello: 382m.
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La tappa su strava
Oggi esploriamo i dintorni di Alghero, con le bici scariche, è tutta un’altra storia: 50 km di pedalata leggera tra spiagge e scogliere, che sembrano una passeggiata dopo le tappe cariche. Partiamo dal Campeggio Mariposa diretti alla spiaggia di Torre del Porticciolo, un gioiello di sabbia dorata incastonato tra rocce levigate dal vento. Le foto qui si scattano da sole.
Dalla spiaggia, scaliamo i sentieri fino alla Torre di Porticciolo: il panorama dall’alto è da brividi, con la Costa del Corallo che si stende a perdita d’occhio. Scendiamo rigenerati, pronti per il pomeriggio alla Penisola di Capo Caccia. Qui, ci aspetta l’iconica scalinata di 654 gradini che scende verso la Grotta di Nettuno. Non entriamo (serve il battello!), ma il solo guardare quel canyon a picco sul mare vale la deviazione.
La sera, ultima passeggiata rilassata tra i vicoli di Alghero e andiamo a letto presto. Domani ci aspetta una delle tappe più spettacolari del nostro giro della Sardegna in bici: la mitica Alghero-Bosa, tra vigneti, falesie e il tramonto più romantico della Sardegna.
Tappa 4: Alghero > Bosa
Scheda tecnica:
Lunghezza: 57km
Dislivello: 800m.
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La tappa su strava
Sapevamo che questa tappa sarebbe stata epica, e così è stato. Partiti di prima mattina da Alghero, abbiamo percorso la SP49: 50 km di curve panoramiche a picco sul mare, con pochissimo traffico e panorami mozzafiato.
Arriviamo a Bosa per pranzo e ci godiamo un panino sulla spiaggia di Bosa Marina, seguito da un po’ di relax con in mare. Decidiamo di concederci una notte in hotel, prenotato all’ultimo momento (prezzo onesto, €55 con colazione), per un meritato comfort dopo giorni trascorsi in tenda.
Nel pomeriggio, esploriamo Bosa vecchia: saliamo al Castello Malaspina e ci fermiamo a guardare il tramonto dall’alto, con una Ichnusa in mano e la vista sul fiume Temo che si tinge d’oro. Scendiamo al buio, attraversando i vicoli illuminati, e ci mettiamo a letto presto; domani ci aspetta un’altra tappa impegnativa del nostro giro della Sardegna in bici.
Tappa 5: Bosa > Is Arutas
Scheda tecnica:
Lunghezza: 62km
Dislivello: 710m.
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La tappa su strava
Partiamo da Bosa, le gambe ancora assonnate, ma la Sardegna non perdona: subito affrontiamo 5 km di salita verso Magomadas, con una pendenza media del 6% e picchi che arrivano al 10%. Dopo un breve respiro tra saliscendi, ci impegniamo in altri 5 km verso Cuglieri, un borgo arroccato che ci offre una pausa tra le sue case di pietra e scorci sul meraviglioso entroterra. E poi, la ricompensa: 17 km di discesa verso la costa, con curve ampie e il vento fresco che asciuga la maglietta.
Arriviamo alla spiaggia dell’Arco di Sa Archittu, una formazione rocciosa che sembra uscita da un film fantasy. Ci fermiamo per qualche ora, tra bagni e tuffi dall’arco, prima di riprendere la strada verso la seconda parte della tappa.
Attraversiamo la pineta di Is Arenas, su uno sterrato morbido e pedalabile. È un piacere pedalare al fresco, immersi nella natura! Allo stagno di Is Benas, avvistiamo dei fenicotteri rosa e ci fermiamo a scattare qualche foto.
Gli ultimi 10 km sono pura magia: imbocchiamo la stradina sterrata dalla spiaggia di S’Arena Scoada, che costeggia falesie bianche a picco sul mare. Pedaliamo lentamente, tra il rosso del tramonto e l’azzurro del Mediterraneo, fino a Mari Ermi, dove la sabbia inizia a diventare quarzo.
Facciamo l’ultimo bagno e, quando tutti se ne vanno, montiamo la tenda. Passano solo alcuni pescatori, e nessuno ci disturba. La notte è tutta nostra: cielo stellato e il dolce rumore delle onde.
Tappa 6: Is Arutas > Dune di Piscinas
Scheda tecnica:
Lunghezza: 97km
Dislivello: 711m.
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La tappa su strava
Alle 6:55 siamo già in sella: salutiamo i pescatori che rientrano con le reti e partiamo senza colazione. L’obiettivo è la Penisola del Sinis, a soli 12 km, dove vogliamo fare il caffè con vista mare. Arriviamo che non c’è ancora nessuno: scattiamo foto dalla torre di Marco, piantiamo la moka sulla sabbia e ci tuffiamo mentre l’acqua bolle. Colazione con biscotti e caffè sul bagnasciuga = felicità low cost.
La tappa oggi è lunga, quindi ripartiamo abbastanza presto dal Sinis per poterci godere anche le dune di Piscinas. Gli ultimi 10 km sono una gravel da sogno: sterrati tra campi di lentischio e ginepri, attraversiamo anche un guado e le prime dune di Piscinas che sbucano all’orizzonte.
Arriviamo a Piscinas che il sole è ancora alto. Le dune di sabbia dorata ci lasciano a bocca aperta. Tra un bagno e l’altro, la spiaggia si svuota e ci nascondiamo tra i cespugli per montare la tenda. Non siamo i soli: altri cicloviaggiatori sono accampati più in là, tutti discreti. Cena e poi a nanna col rumore del mare che ci culla.
Tappa 7: Dune di Piscinas > Cala Domestica
Scheda tecnica:
Lunghezza: 45km
Dislivello: 730m.
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La tappa su strava
Tappa corta ma intensa: 45 km che iniziano con 11 km di salita, gli ultimi 5 durissimi sotto il sole cocente, fino al Passo Bidderdi. La fatica viene ripagata da una discesa infinita con vista sull’entroterra selvaggio, che ci scarica a Portixeddu, dove pedaliamo accanto a una spiaggia da cartolina. A Buggerru, ultimo rifornimento di acqua e cibo: da qui a Cala Domestica non c’è nulla.
Due ultime salite nel forno sardo e arriviamo a Cala Domestica, spiaggia magnifica ma presa d’assalto per Ferragosto. Non ci faremo troppi problemi a fare campeggio libero quella notte visto la quantità di gente in spiaggia con le tende. Conosciamo due ragazze piemontesi anche loro in bici: la serata vola tra racconti di viaggio, risate e il rumore delle onde.
Tappa 8: Cala Domestica > Sant’Antioco
Scheda tecnica:
Lunghezza: 64km
Dislivello: 770m.
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La tappa su strava
Oggi abbiamo un appuntamento con degli amici sardi di Milano. Partiamo all’alba per battere il caldo: lasciamo Cala Domestica mentre il sole sta ancora sorgendo, affrontando la lunga salita iniziale a gambe fresche. Pedaliamo spediti, ansiosi di raggiungere Sant’Antioco per pranzo.
Dopo tre notti di campeggio libero, una doccia era diventata un’urgenza. Una volta arrivati, ci sistemiamo al campeggio Tonnara, un po’ caro, ma d’altronde è un campeggio a 4 stelle ed è l’unico di Sant’Antioco.
Montiamo la tenda in fretta e ci incontriamo con i nostri amici sardi, che ci regalano una giornata da turisti “motorizzati”: in macchina esploriamo la penisola di Sant’Antioco, tra spiaggette nascoste e il faro di Capo Sperone.
Serata tra risate e carboidrati: cena al campeggio con pizza gigante, birra fresca e racconti delle nostre avventure in bici in giro per la Sardegna.
Tappa 9: Sant’Antioco > Porto Tramatzu
Scheda tecnica:
Lunghezza: 72km
Dislivello: 450m.
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La tappa su strava
Sveglia senza fretta: dopo aver sistemato le bici, partiamo verso Porto Pino, dove ci aspettano gli amici. Uscendo da Sant’Antioco, percorriamo la strada delle saline rosa: uno spettacolo naturale che sembra un quadro, con l’acqua color pastello e montagne di sale ai lati. Peccato solo per la gomma forata proprio in mezzo a questa meraviglia – ma con quel panorama, anche riparare diventa un piacere.
A Porto Pino, la spiaggia è affollata, ma il mare turchese e la compagnia rendono tutto più leggero. Passiamo ore a chiacchierare, fare il bagno e mangiare cocomero fresco.
Nel tardo pomeriggio, ci rimettiamo in sella per raggiungere Porto Tramatzu, spiaggia consigliata dagli amici per la tranquillità. Arriviamo al tramonto: solo qualche famiglia che sta per andare via. Montiamo la tenda in riva al mare, ceniamo e ci addormentiamo con le stelle che si specchiano nell’acqua calma.
Tappa 10: Porto Tramatzu > Chia
Scheda tecnica:
Lunghezza: 27km
Dislivello: 399m.
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La tappa su strava
27 km di puro piacere, non per pigrizia ma per concederci una full immersion nelle spiagge iconiche della Sardegna. Partiamo all’alba verso Tuerredda, strada panoramica con scorci sul Mediterraneo che già ci fa sognare.
Tuerredda ci accoglie con un caos da ferragosto: ombrelloni uno sull’altro, pochissimo spazio tra un asciugamano e l’altro. Bella? Sicuro, ma in agosto è un no. Scattiamo due foto e scappiamo dopo un oretta. Consiglio: venite qui a maggio o settembre, quando il mare è solo vostro.
A Chia invece e’ molto meglio, riusciamo a rilassarci e incontriamo anche le ragazze dell’altro giorno con cui passiamo la serarta a scambiarci consigli sui posti da vedere.
Tappa 11: Chia > Cagliari
Scheda tecnica:
Lunghezza: 58km
Dislivello: 280m.
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La tappa su strava
Se ieri è stata la tappa più corta, oggi è quella più brutta del nostro giro della Sardegna in bici. L’ingresso a Cagliari è una tangenziale trafficatissima, vento fortissimo contro, camion che sfrecciano. Pedaliamo stretti al bordo della strada, sudati e nervosi. L’unico momento bello: la sosta alle rovine di Nora, dove ci riposiamo all’ombra e immaginiamo la storia di quel posto.
Arrivati a Cagliari abbiamo un airbnb prenotato, dopo giorni di campeggio finalmente una casa con un letto vero e sopratutto una doccia.
Nel pomeriggio, giro a piedi nel centro: la Cattedrale di Santa Maria, Bastione Saint Remy, i vicoli del Castello. La città ci conquista con la sua energia.
Cena in un ristorante tipico vicino al porto: fregola ai frutti di mare e bottiglia di vermentino. Ultima passeggiata al chiaro di luna e via a letto, felici di non dover montare la tenda.
Tappa 12: Cagliari > Villasimius
Scheda tecnica:
Lunghezza: 59km
Dislivello: 536m.
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La tappa su strava
Sveglia tardiva e partenza alle 10:30. Usciti da Cagliari, finalmente torniamo a pedalare su strade spettacolari: la costa verso Villasimius è un susseguirsi di curve panoramiche, calette nascoste e mare che sembra dipinto. Unico incubo: il caldo record (41,5°C sul Garmin!) che trasforma ogni salita in una sauna.
A Villasimius, zona chic e vivace, optiamo per il Camping Spiaggia del Riso. Decidiamo di fermarci 2 notti: ci avanzano giorni e vogliamo goderci il mare senza correre.
La serata in paese è un esperimento sociale: dopo giorni di spiagge deserte e silenzi, il vociare dei turisti, le risate e i locali illuminati ci ricordano che esiste un’altra Sardegna. Ceniamo in un ristorantino con spaghetti alle cozze (buonissimi) e una bottiglia di vermentino, poi ci perdiamo tra le viuzze affollate. Un po’ di movida ci sta!
Rest Day: Capo Carbonara
Giornata dedicata all’esplorazione della penisola di Capo Carbonara: percorso a piedi tra sentieri sterrati, macchia mediterranea e panorami sul mare. Passiamo dalla Spiaggia del Riso fino alla Punta di Capo Carbonara, con una brezza che mitiga il caldo. Incontriamo pochissime persone, Siamo contenti di aver fatto un giorno in più qui.
Tappa 13: Villasimius > Cala Murtas
Scheda tecnica:
Lunghezza: 75km + 9km di fuga notturna
Dislivello: 574m.
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La tappa su strava
Lasciamo Villasimius e risaliamo la costa orientale, una tappa piatta e noiosa fino a Cala Murtas, dentro un’area militare accessibile solo d’estate e di giorno. La spiaggia è deserta, il mare da sogno, e la solitudine ci convince a montare la tenda al tramonto. “Tanto chi ci vede?”
23:00: Mentre siamo in sacco a pelo, sentiamo voci e risate: militari in spiaggia a pescare. Puntano i fari delle loro torce verso la tenda. Sudore freddo, bestemmie, decisione lampo: smontare tutto e scappare. Trascinare le bici cariche sulla sabbia è un incubo: le ruote affondano, gli zaini pesano il doppio. Raggiungiamo il parcheggio che è già mezzanotte.
Pedalata nel buio: Ancora dentro l’area militare, dobbiamo percorrere 8 km di strada interna per uscire. Passiamo davanti alla caserma: cani (pitbull?) liberi nel cortile ci fiutano e partono all’inseguimento. Pedaliamo come matti, il cuore in gola, e li seminiamo per miracolo. Solo dopo 5 km sbuchiamo finalmente sulla statale, ma siamo devastati.
Ci buttiamo in un campo vicino a una rotatoria, montiamo la tenda in 30 secondi. Ma i cinghiali grugniscono a due metri da noi: passiamo due ore in tensione, gli occhi spalancati nel buio.
Tappa 14: Cala Murtas > Cocorocci
Scheda tecnica:
Lunghezza: 54km
Dislivello: 460m.
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La tappa su strava
Con le primissime luci dell’alba abbandoniamo quel postaccio e ci mettiamo a pedalare, stanchi come non mai, sembra di essere appena usciti dal cocorico. 54 km quasi tutti in entroterra, tra strade deserte e campi bruciati dal sole, fino a Cocorocci: spiaggia di ciottoli levigati, acqua trasparente e una pineta selvaggia a picco sul mare.
Non siamo gli unici a fare campeggio libero qui: altri ciclisti e van sono nascosti tra gli alberi. Il posto è magico, nella nostra top 3 dei campeggi più belli di questo giro della Sardegna in bici. La sera, ceniamo con l’immancabile pasta al pomodoro, guardando il riflesso della luna sull’acqua.
Tappa 15: Cocorocci > Altopiano del Golgo
Scheda tecnica:
Lunghezza: 50km
Dislivello: 913m.
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La tappa su strava
Se nella costa occidentale della Sardegna dominano i tramonti, qui a est le albe rubano la scena. Sveglia alle 6:00, caffè con i biscotti e via alle 7:30.
La pedalata inizia in salita: 2 km duri per uscire da Cocorocci, seguiti da 30 km piatti fino a Lotzorai. Qui inizia la vera sfida: 12 km di salita verso l’Altopiano del Golgo, con passaggio nella bellissima Baunei. Arrivati al Camping Su Porteddu, decidiamo di fermarci due notti: vogliamo esplorare questa terra selvaggia.
Pomeriggio da trekker: leghiamo le bici e via per Cala Goloritzé, una delle spiagge più iconiche dell’isola. Dal campeggio, 500 metri di dislivello in discesa (e la consapevolezza che risalire sarà un incubo). La spiaggia è uno spettacolo con l’acqua turchese e l’arco di roccia che domina la scena.
Al rientro, conosciamo Nicola, un ragazzo di Bari che sta facendo un Cammino in solitaria. Chiacchiere su viaggi, fatiche e la follia di chi sceglie di dormire in tenda sotto le stelle. Birre, mirto e risate fino a notte.
Rest Day: Altopiano del Golgo – Trekking a Cala Sisine
Scheda tecnica:
Lunghezza: 29km
Dislivello: 484m.
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La tappa su strava
Giornata di sosta? Solo a parole. Oggi scendiamo in bici a Cala Sisine, un’altra perla della costa di Baunei, via una strada sterrata di 15 km battuta solo da qualche fuoristrada.
La spiaggia è bellissima e semi-deserta: ci stendiamo su un telo, facciamo il bagno in acque cristalline e pranziamo con panini e frutta. Senza zaini, la risalita è una passeggiata: con le gambe allenate e niente peso, sembra quasi di volare.
Altra serata chill con Nicola: birre artigianali, mirto liscio e storie a raffica fino a tardi.
Tappa 16: Altopiano del Golgo > Cala Ginepro
Scheda tecnica:
Lunghezza: 97km
Dislivello: 1232m.
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La tappa su strava
Ciclisticamente, questa è la tappa più bella del nostro giro della Sardegna in bici. Partiamo con la scalata al Passo Genna Silana, un’ascesa lunga ma dolce che ci porta a 1.017 metri, tra curve che si aprono su panorami mozzafiato.
La discesa verso Dorgali è pura adrenalina: 15 km di curve ampie, strada vuota e la sensazione di volare, con il vento che ci sferza addosso.
Non possiamo perderci una fermata alle Grotte di Ispinigoli, un labirinto di stalattiti e abissi che promette brividi. A Orosei, facciamo una rapida spesa al Conad e una passeggiata: il paese è carino, ma non ci conquista del tutto.
Arriviamo al camping Cala Ginepro, su consiglio di un amico esperto di Sardegna, e si rivela un’ottima scelta. Per cena, ci godiamo una pizza buona e croccante accompagnata da birre Ichnusa ghiacciate.
Tappa 17: Cala Ginepro > Capo Comino
Scheda tecnica:
Lunghezza: 24km
Dislivello: 203m.
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La tappa su strava
È la tappa più corta di questo giro della Sardegna in bici e, con ancora due giorni rimasti, ci avviciniamo all’arrivo. Oggi decidiamo di trascorrere la giornata nell’oasi di Bidderosa, una riserva naturale con spiagge da sogno: sabbia bianchissima e acqua cristallina che sfuma dal turchese allo smeraldo.
Passiamo l’intera giornata in questo paradiso, ma non possiamo campeggiare qui, poiché è un’area protetta e troppo rischiosa. Dobbiamo quindi trovare un posto dove pernottare. Vogliamo che sia un’ultima notte degna di nota, così ci dirigiamo verso il faro di Capo Comino, a pochi chilometri di distanza. Dallo sguardo satellitare di Google Maps, vedo una zona che sembra promettente. Piantiamo la tenda in una caletta a soli 2 metri dal mare.
La sera è pura magia: quando cala il buio, il cielo esplode in un mare di stelle, con la Via Lattea così nitida da sembrare quasi a portata di mano. Siamo felici e consapevoli che questo giro della Sardegna in bici ci resterà nel cuore a lungo.
18 tappa Capo Comino - Ostia
Scheda tecnica:
Lunghezza: 73km
Dislivello: 521m.
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La tappa su strava
Ultima alba da sogno: smontiamo la tenda in fretta, colazione veloce con gli ultimi biscotti, e via verso Olbia. Sono solo 73 km facili, ma il cuore è già a casa. Passiamo la giornata a San Teodoro, spiaggia iconica ma iper-affollata: ombrelloni uno sull’altro, musica a tutto volume, bambini che urlano. Dopo settimane di silenzi e calette deserte, il caos ci stordisce, “Basta, vogliamo solo il traghetto”.
Il traghetto serale ci accoglie con sedili scomodi e aria condizionata glaciale. Niente cabina, ma troviamo un angolo nascosto nell’area cinema chiusa: stendiamo i sacchi a pelo per terra, ridiamo della nostra voglia di “avventura” anche sul ponte. Dormiamo come sassi, svegliati solo dal rombo dei motori.
Si chiude così il nostro giro della Sardegna in bici: 21 giorni, 1.300 km, 3 forature, 2 litri di mirto, 1 inseguimento da pitbull e una marea di stelle contate. Siamo partiti da Olbia con le bici cariche di dubbi e siamo tornati con le gambe piene di ricordi. Abbiamo dormito in spiagge da cartolina, sudato sotto un sole implacabile, riso fino a farci male alle costole con compagni di viaggio inaspettati.
Ai lettori che ci hanno seguito: se avete voglia di Sardegna, partite. Non servono bici supertecnologiche o allenamenti da pro. Bastano curiosità, un po’ di coraggio e la voglia di lasciare che l’isola vi scuota l’anima.
La nostra avventura finisce qui. Ma quella vostra, forse, sta per iniziare… 🚲💫
Questo è tutto sul nostro giro della Sardegna in bici!
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